‘Grande Unipol’. Da Consob sì a esenzione Opa, ma senza favori ai Ligresti


23 MAG. 2012 – Revocare "i benefici concessi da Ugf (Unipol gruppo finanziario, ndr) a favore degli azionisti della stessa Premafin, con impegni finalizzati a tenere indenni gli stessi dai rischi di responsabilità sociale assunti in conseguenza alle cariche ricoperte nel gruppo Premafin (controllante di FonSai, ndr)". E’ questa la condizione per l’esenzione dall’Opa concessa dalla Consob a Unipol, candidato sempre più favorito nell’operazione di salvataggio della compagnia assicurativa dei Ligresti, Fondiaria Sai. A diffondere la notizia ci ha pensato anche la stessa Unipol, attraverso una nota. L’esenzione non è applicabile "qualora gli attuali azionisti di riferimento di Premafin esercitino il diritto di recesso in dipendenza della fusione di Premafin in Fonsai". E’ applicabile senza condizioni, invece, l’esenzione al lancio di un’Opa su Fonsai a seguito della sottoscrizione dell’aumento di Premafin, mentre non è stata ancora assunta una decisione in merito all’obbligo di un’Opa "a cascata" su Milano Assicurazioni, controllata da Premafin tramite Fonsai, a causa di un "quadro informativo incompleto".Quanto alla prevista fusione di Fonsai e di Milano Assicurazioni con Unipol, la Consob rinvia la palla all’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Isvap). Secondo la commissione, infatti, non sussiste un obbligo di Opa "a condizione che l’Isvap, in sede di autorizzazione della fusione, la ritenga parte integrante del soddisfacimento delle richieste da essa formulate". Un obbligo che non sussiste pure nel caso in cui alla fusione partecipi anche Premafin, purché il suo apporto "non determini il superamento della soglia rilevante".

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