La grande sofferenza della metalmeccanica bolognese


Non si arresta l’utilizzo di ammortizzatori sociali per le aziende metalmeccaniche in provincia di Bologna. Nel 2013, secondo l’Inps, le ore autorizzate sono state 2.088.523 per la cassa integrazione ordinaria (+4% rispetto al 2012 e +68% rispetto al 2005), 2.228.117 per la cig straordinaria (+11,2% rispetto al 2012 e +87% rispetto al 2005), 2.366.328 per la cassa in deroga (+55% rispetto al 2012 e +73% rispetto al 2009). E’ la Fim-Cisl di Bologna, in una nota, a mettere in fila i numeri in vista dell’assemblea nazionale della categoria, che si terrà martedì 8 aprile a Reggio Emilia e che vedrà la partecipazione del segretario nazionale Raffaele Bonanni.

Anche il numero delle aziende metalmeccaniche attive nella provincia è in calo: erano 5.829 a giugno 2013 (cioè -2,2% rispetto al 2012 e -10% rispetto al 2008). In diminuzione anche il numero dei dipendenti che raggiungono le 55.505 unità a giugno 2013 con una variazione negativa rispetto a giugno 2012 del 2% che raggiunge il -13% se lo si confronta a giugno 2008. “Il settore metalmeccanico nella provincia di Bologna – dichiara il segretario della Fim-Cisl, Marino Mazzini – è da anni in grande sofferenza economico e finanziaria. Sono in forte crisi, infatti, le piccole e medie aziende (quelle che rappresentano la maggioranza del tessuto produttivo del nostro territorio) e le aziende artigianali e con loro di conseguenza i dipendenti che, dal 2008, usufruiscono degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà”.

Le aziende dell’indotto del settore automobilistico e quelle che gravitano intorno al settore del motociclo, prosegue Mazzini “hanno registrato pesanti ridimensionamenti. Altro fenomeno preoccupante è il disimpegno di gruppi multinazionali importanti vedi il caso di Philips con Saeco, che dopo aver acquisito le aziende, avviano processi di riorganizzazione che colpiscono duramente gli assetti occupazionali delle stesse aziende”. Una “congiuntura negativa di questo genere legata alle incertezze del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali – conclude il segretario dei metalmeccanici bolognesi – rischia di creare disequilibri gravi e mette a rischio la tenuta sociale dell’intero sistema”.

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