Grande Bologna, travolta la Lazio 3 a 1


BOLOGNA, 23 GEN 2011 – Il Bologna ritorna alla vittoria, dopo la sconfitta di San Siro contro l’Inter, e riprende l’ottima andatura d’inizio stagione. Il 3 a 1 sulla Lazio è ampiamente meritato e fa volare la squadra di Malesani a quota 25 punti, che valgono l’undicesimo posto in graduatoria. E sarebbero stati 28, se la gestione Porcedda non avesse lasciato la pesante eredità della penalizzazione.I contrasti interni a livello societario, che hanno portato in settimana alle dimissioni del neo Presidente Zanetti e del suo entourage, sembrano non scalfire la compattezza di una squadra solida e giovane, capace di regalare prove convincenti anche contro le squadre più forti della Serie A. Merito del lavoro di Alberto Malesani e del talento dei giovani rossoblù, da Ekdal a Perez, da Della Rocca a Ramirez. Ma merito soprattutto delle due colonne della squadra: Emiliano Viviano e Marco Di Vaio. Il portiere, in attesa di ereditare il posto di Julio Cesar tra i pali dell’Inter, sta dimostrando di meritare la maglia azzurra che ha indossato durante l’infortunio di Buffon. Di Vaio, invece, sembra aver scoperto sotto le Torri la formula dell’elisir di giovinezza: a quasi 35 anni, il capitano segna e gioca per la squadra con una continuità che farebbe invidia a tanti giovani. LA PARTITA – Il caos societario sembra far bene al Bologna: senza un presidente, con una compagine societaria vasta, incerta e ballerina, Di Vaio e compagni hanno messo su una cooperativa che ha steso una Lazio, andata in vantaggio dopo cinque minuti, poi sparita. Ramirez e Di Vaio (doppietta, al suo 13/o centro stagionale) hanno consegnato al Bologna tre punti importantissimi per dare serenità almeno alla classifica. Hanno perso tutti, però, dopo il fischio finale. Dopo che Zarate (per lui, come per altri, potrebbe arrivare una stangata dal giudice sportivo) ha acceso la miccia tirando una pallonata a Rubin, litigando con tutti e colpendo (forse fortuitamente) anche un guardalinee, è scoppiato un tutti contro tutti imbarazzante: fra i più coinvolti Moras, Di Vaio e Muslera. Una bruttissima sceneggiata fatta dai giocatori, per la quale, magari, qualcuno troverà anche il coraggio di dare la colpa all’arbitro Rocchi, reo solamente di aver tenuto un metro un po’ british in una partita diretta con qualche errore, ma con un sostanziale equilibrio. Reja ha buttato nella mischia fin dal primo minuto Sculli e dopo cinque minuti una magia di Hernanes aveva lanciato la Lazio alla rincorsa del vertice: grandissimo assist del ‘Profeta’ che ha infilato la difesa e ha permesso a Floccari di trovare il gol. Uno schiaffo, come quelli che arrivano dai consigli di amministrazione che controllano la società, forse benefico: il Bologna ha reagito subito con un centrocampo di temperamento e qualità, Mudingayi ha fatto un filtro gigantesco, Della Rocca é stato il perno di ogni azione rossoblù. Ma si è trovato di fronte due grandi finalizzatori: prima Ramirez (poi uscito e finito in ospedale per una sospetta frattura alla zigomo) che con un gran sinistro ha pareggiato, sfruttando il lancio di Ekdal. Poi, tre minuti dopo, il solito condottiero Di Vaio, che ha saputo entrare in area, saltare Ledesma ed infilare Muslera sul suo palo. Bologna in vantaggio e tanti applausi, condivisi anche con Viviano, autore, in un paio di occasioni, di interventi decisivi. Nella ripresa la Lazio non ha saputo reagire: l’innesto di Zarate al posto di Sculli non ha vivacizzato l’attacco e Mudingayi, a poco a poco, ha cancellato Hernanes dal campo. Nel finale c’é stato spazio solo per un crescente nervosismo che ha guastato una bella partita: Rocchi, oltre a Dias, ha espulso pure Gimenez che in quel momento non era nemmeno in campo, ma si stava riscaldando. C’é stato però il tempo, per un Bologna che non ha mai seriamente rischiato di perdere i tre punti, anche di chiudere il conto con il solito Di Vaio, bravissimo a sfruttare una drammatica leggerezza di Biava e battere per la terza volta Muslera. Ci sarebbe stato da gioire per i tre punti e per il segnale dato ad una società che non riesce a trovare pace, ma la rissa finale ha rovinato la festa al Bologna. La Lazio, invece, da festeggiare ha ben poco: scialba nel gioco, superata dalla Roma in classifica e protagonista, soprattutto con Zarate, di un gran brutto spot al pallone.

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