Granarolo, strategie di internazionalizzazione


Il colosso alimentare Granarolo spa, il maggiore operatore agroindustriale del Paese a capitale italiano, annuncia le strategie di internazionalizzazione. “Abbiamo avviato il processo di internazionalizzazione del Gruppo due anni fa, a seguito del morso stringente della crisi e della significativa riduzione dei volumi di latte consumato. Era una necessità ma anche un’opportunità. Abbiamo creato stabilimenti e investito in acquisizioni una cifra importante (100 milioni di euro), senza un euro di contribuzione pubblica, spesso salvando marchi e posti di lavoro, consci che il limite strutturale del nostro Paese è la dimensione media delle imprese, dimensione che preclude l’accesso agli strumenti finanziari, alla ricerca e sviluppo e dunque ai mercati non domestici – ha dichiarato il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari che continua – Granarolo ambiva a rappresentare la capacità di portare nel mondo l’eccellenza dell’agroalimentare italiano. Abbiamo investito per cambiare pelle, per non essere una semplice latteria, ma una società lattiero casearia di prim’ordine, in grado di produrre formaggi molli e formaggi duri (specialmente DOP, tanto apprezzati all’estero), abbiamo investito nel saper fare italiano, nonostante le difficoltà orogeografiche con cui ci si deve confrontare rispetto ad altri Paesi”.

Nel giro di due anni Granarolo è passata dal 4% di export al 16%. Oggi è presente tramite la holding Granarolo International in Francia con due stabilimenti produttivi, in Spagna con una commerciale, in UK con una società commerciale, così come in Cina. Nel corso del 2014 il Gruppo ha partecipato a 8 tra le maggiori fiere mondiali specializzate (Singapore, Johannesburg, San Paolo, New York, UK, Melbourne, Parigi, Pechino). EXPO darà il via a un’ulteriore valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano e Granarolo vuole giocare un ruolo importante rappresentando all’interno di Padiglione Italia la filiera italiana del latte, filiera del latte bovino, ma anche del latte ovino e caprino (ha infatti investito nella produzione di pecorino attraverso l’acquisizione della Ferruccio Podda nel 2012 e del caseificio Pinzani nel 2014 e nel latte caprino attraverso l’acquisizione di Amalattea, nel 2014).

“L’anno si chiuderà superando il miliardo di euro di fatturato ma, per competere con i player internazionali, dobbiamo crescere ancora: dovremmo raggiungere nel 2016 un fatturato di circa 1, 5 miliardi di euro. In portafoglio abbiamo diversi formaggi DOP e stiamo lavorando per ampliare ulteriormente il paniere prodotti e il numero di Paesi in cui siamo presenti. I valori degli investimenti tecnici realizzati sul sito di Bologna a partire dal 2009 (anno dell’investimento relativo al nuovo reparto mozzarelle) sono estremamente importanti: oltre 40 milioni di euro al 2014 e previsioni di investimento per oltre 2,5 milioni di euro nel 2015. Bologna è il cuore e la testa del nostro gruppo ma questo non ci impedisce di essere in altre 13 regioni italiane, di trovare lungo l’intero stivale conoscenza e saperi, persone che vedono in Granarolo la possibilità di valorizzare questi saperi e di andare in 55 Paesi nel mondo. E allora in questa occasione – ha aggiunto il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari – sono lieto di comunicare due importanti operazioni tese a raggiungere questo obiettivo. Abbiamo concluso un importante accordo con Gennari S.p.A., società parmense con una lunga tradizione nella produzione di parmigiano reggiano, grano padano e prosciutto crudo di Parma che apporterà a regime un fatturato aggiuntivo di circa 42 milioni di Euro. Con la famiglia Gennari lavoreremo per portare queste eccellenze all’estero. Il secondo annuncio riguarda la creazione di Granarolo Cile S.p.A. controllata da Granarolo International e prima piattaforma per approcciare il mercato sud americano. Granarolo Cile acquisirà il 90% della Bioleche Lacteos, storica cooperativa cilena di 300 allevatori con uno stabilimento di produzione di formaggio e un marchio ben posizionato sul mercato. L’operazione, finalizzata questa settimana, consentirà a Granarolo di raggiungere a regime, entro 4/5 anni, 27 milioni di Euro di fatturato attraverso la vendita di formaggi cileni e di prodotti importati dall’Italia”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet