Goldoni si internazionalizza: ex Jugoslavia e Russia


CARPI (MO), 19 FEB. 2013 – La storica azienda di Migliarina di Carpi, la Goldoni, presenta il suo piano di internazionalizzazione, sbarcando in Ex Jugoslavia, mentre già pensa ad espandersi nell’Est Europa, a partire dalla Russia. L’azienda, infatti, ha avviato una ristrutturazione produttiva e organizzativa, coinvolgendo anche gli oltre 300 dipendenti, con l’obiettivo immediato di piazzare le proprie macchine in un mercato in espansione come la ex Jugoslavia. Senza però delocalizzare la produzione: «Ci internazionalizziamo, ma restiamo dove siamo nati», chiariscono in azienda. Il 22 febbraio la Goldoni SpA inaugurerà un nuovo punto vendita diretto in Croazia, a Buje – Plovanija. Si chiamerà Goldoni Machina Tractoria e, secondo le previsioni, immatricolerà 100 macchine l’anno in Croazia, per un fatturato di 2 milioni di euro; stesse previsioni anche per la vicina Slovenia, raggiungendo così nel 2013 un fatturato complessivo di 4 milioni di euro. Ma non è tutto: il progetto slavo dell’azienda modenese prevede che, nell’arco dei prossimi tre anni, circa 500 trattori all’anno siano venduti nei Paesi della ex Jugoslavia, per un fatturato complessivo di 9 milioni di euro.In ex Jugoslavia il marchio Goldoni è conosciuto ormai da molti anni, con rapporti commerciali in Serbia, Bosnia, Macedonia, Montenegro e Kosovo, dove l’agricoltura è ancora un settore fondamentale dell’economia e del Prodotto Interno Lordo. La Serbia è anche la porta d’ingresso nel vero, enorme mercato dell’Est europeo: la Russia, dove Goldoni, grazie anche alla caduta dei dazi doganali fra i due Paesi, già dal 2013 prevede di poter vendere dai 250 ai 300 trattori ogni anno, per un valore di 5 milioni di euro.In azienda tengono a riaffermare con fermezza l’italianità del marchio. «Il nostro know-how è e rimarrà a Migliarina di Carpi», assicurano. Il “cuore” del trattore è infatti la trasmissione, che rimarrà comunque Goldoni anche in quei Paesi capaci di clonare tecnologie occidentali, soprattutto scocca e chassis. «Lo abbiamo già sperimentato con successo in Iran e Georgia e lo stiamo proponendo in altri mercati come la Cina, il Brasile e la Turchia, dove la trasmissione del trattore è interamente prodotta da noi della Goldoni».Il progetto di espansione e rilancio della Goldoni è stato fatto in coordinazione con sindacati e lavoratori, convinti dell’intenzione dei vertici aziendali di investire nel miglioramento dell’organizzazione produttiva, e di farlo nella terra di nascita della Goldoni. Il vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, Pierluigi Saccardi, ha dato atto di questo all’azienda: «Ci sembra doveroso sottolineare come diverse aziende del nostro territorio, come la Goldoni, dimostrino ancora una forte volontà di innovazione produttiva e di caparbia convinzione di poter uscire a testa alta da questa situazione di crisi prolungata che sta mettendo a dura prova il nostro settore produttivo». Nel momento in cui diverse imprese chiudono i battenti, o – nella migliore delle ipotesi – abbandonano la propria terra d’origine per delocalizzare la produzione per ragioni di costi, la Goldoni punta invece sulla qualità e il made in Italy. La determinazione con cui la Goldoni punta sulla qualità, è di fatto apprezzata dai più grandi marchi della meccanizzazione agricola nel mondo. Dal 1986 va avanti l’accordo con il costruttore John Deere, al quale sono state fornite complessivamente ad oggi, circa 10.000 macchine. A ciò si aggiunga che con New Holland Agriculture è stato sottoscritto nel 2012 un accordo che prevede la fornitura di trattori isodiametrici (a quattro ruote di egual diametro) per la distribuzione in Europa e in altri paesi extraeuropei, nonché un accordo in parallelo con Turk Traktor (compartecipata di NH) nel quale si prevede la fornitura di trattori, sempre della gamma isodiametrici, per il mercato turco.Con 325 dipendenti (più 36 della collegata Cermag), la Goldoni è una delle realtà imprenditoriali storiche dell’Emilia. La crisi l’ha inevitabilmente toccata, ma il fatturato 2012 del Gruppo (Goldoni e Cermag) si è attestato a quota 63 milioni.

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