Gli operai Vinyls su una torre a Marghera


VENEZIA, 15 DIC. 2010 – Nello scorso luglio i dipendenti della Vinyls avevano inviato una loro delegazione a Roma, per protestare contro il mancato riavvio degli impianti dell’industria chimica. Gli stabilimenti di Ravenna, Marghera e Porto Torres, che danno lavoro ad oltre 500 addetti più altri 200 dell’indotto, erano infatti ancora fermi a nove mesi di distanza dall’accordo sottoscritto al ministero del Lavoro il 1° dicembre 2009. Oggi, a pochi giorni dall’anniversario della firma, le cose non sono ancora cambiate e a Porto Marghera i chimici hanno passato la seconda notte consecutiva a 140 metri da terra su una ciminiera, per difendere del loro posto di lavoro. Con -3 gradi di temperatura al suolo, vento e una percezione del gelo notevole in quota, gli operai hanno resistito in quattro sulla torre ed altrettanti sul vicino ponte della Polimeri Europa. In mattinata è previsto il cambio, ma intanto i lavoratori dall’alto avvertono: "siamo determinati, non molliamo". Riccardo Colletti, segretario veneziano dei chimici della Cgil, tiene le fila della vicenda ed insiste nel chiedere il tavolo tra Eni e il fondo Gita che potrebbe acquistare gli stabilimenti di Vinyls, garantendo la totale occupazione. "Il ministro Paolo Romani – dice Colletti – deve avere più coraggio e costringere Eni ad incontrare i possibili compratori". Ieri il ministro aveva parlato al telefono con gli operai sulla torre. Ma loro, finchè non ci sono garanzie, hanno deciso di non scendere.

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