Gli operai si arrampicano anche alla Vinyls di Ravenna


RAVENNA, 10 FEB. 2011 – Dopo i precursori di Marghera e i tre operai di Porto Torres, che proprio ieri si sono arrampiacati su una torre dell’area industriale sarda, anche i lavoratori dello stabilimento Vinyls di Ravenna hanno protestato, salendo sui silos a 50 metri di altezza. L’iniziativa, fanno sapere i sindacati, è nata dopo "l’ennesima notizia di uno stallo nella trattativa tra Eni e Gita, relativa alla cessione degli assets a monte della filiera del cloro". "Non è accettabile – si legge in una nota firmata da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem – che dopo otto giorni dalla scadenza ipotizzata per il 31 gennaio scorso, la quale era stata garantita dal ministro Romani in persona nell’incontro del 22 dicembre 2010 a Roma, non ci sia ancora un minimo di chiarezza rispetto l’avanzamento della trattativa e che questo comporti l’ennesimo slittamento per la rimessa in marcia degli impianti di Vinyls". "Non è possibile – prosegue il comunicato – continuare a vivere in una situazione di perenne insicurezza nel proprio futuro e in quello delle proprie famiglie. E’ da più di un anno che ai lavoratori della Vinyls di Ravenna, Marghera e Porto Torres vengono fatte promesse e ad oggi non c’é più spazio per le parole, servono fatti e risposte certe e concrete in tempi rapidi".Intanto, i tre dipendenti Vinyls di Porto Torres hanno trascorso la prima notte all’addiaccio, a 60 metri d’altezza, per protestare contro il silenzio calato da qualche giorno sulla trattativa tra il Fondo Gita e l’Eni per la vendita della Vinyls. "Abbiamo aspettato troppo – hanno detto – se il ministro Romani non chiarisce le ragioni del blocco, da qui non scendiamo". Dopo l’intervento di ieri del presidente della provincia di Sassari, Alessandra Giudici, che si è recata sul posto e ha messo i tre operai in contatto con il Governatore Ugo Cappellacci, stamattina i rappresentanti sindacali chiedono che la situazione venga risolta in tempi brevi, soprattutto per l’incolumità dei tre cassintegrati."La notte lassù a 60 metri – spiega Massimo Muretti della Cgil – fa molto freddo, per ora i tre operai stanno bene, ma se le loro condizioni dovessero aggravarsi sarà difficile aiutarli a scendere da quella scala marinaia, che è molto vecchia e pericolante. Ci auguriamo che il ministro Romani faccia chiarezza quanto prima sulla vicenda".E finalmente, questa mattina, il ministro dello Sviluppo economico ha telefonato ai tre. Il ministro ha parlato al cellulare con i lavoratori – uno dei quali, per motivi si salute, è sceso dal traliccio – spiegando loro che il negoziato non si è arenato e che anzi prosegue come da programma. Oggi stesso è attesa una nota del Ministero per fare il punto della vendita degli impianti italiani della Vinyls.

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