Gli “indignados” a Bologna, tensione fuori da Bankitalia


BOLOGNA, 12 OTT. 2011 – Momenti di tensione e un breve tafferuglio a Bologna davanti alla sede di Bankitalia tra manifestanti "indignati" e forze dell’ordine. Un centinaio di studenti ha tentato di entrare nel palazzo di piazza Cavour, davanti al quale erano schierati polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Di fronte alla pressione del gruppo di giovani, sono partite le manganellate e una breve carica. I ragazzi si sono riparati utilizzando scudi di polistirolo, ma una ventitreenne è stata ferita alla bocca.L’intenzione del corteo, era di protestare contro il debito. Hanno esposto striscioni e hanno simulato una processione, portando a braccio una statua di "Santa Insolvenza". Ma quando il corteo ha tentato per la seconda volta l’irruzione nella banca, con l’intenzione di consegnare all’interno una copia della lettera che la Bce ha spedito al Governo, c’é stata una carica in strada. Alla quale si è aggiunto un altro gruppo di poliziotti, attestato poco distante, che è andato contro i manifestanti prendendoli, oltre che di fronte (cioé dall’ingresso del palazzo), anche da un lato, in mezzo alla strada. E’ lì che sono partite le manganellate, mentre dagli studenti c’é stato un lancio di oggetti."Una ragazza è stata colpita, ferita alla bocca, siete vergognosi". Lo ha detto Gianmarco De Pieri, leader del centro sociale Tpo, con un megafono, durante la protesta degli "indignati". Sul posto è arrivata un’ ambulanza per medicare la ragazza, Martina, con la bocca sanguinante. Dopo un ultimo lancio di uova e di palloncini di vernice contro il palazzo e contro le forze dell’ordine, gli studenti e i gruppi dei centri sociali sono partiti in corteo per le strade del centro: "La giornata non finisce qui", hanno gridato.Inneggiando al "default" e al grido di "vi pignoriamo", la manifestazione degli "indignati" bolognesi ha invaso l’ufficio notifiche, esecuzioni e protesti della Corte d’Appello, in vicolo Monticelli, cuore del centro storico. Dopo essere saliti al primo piano del palazzo, utilizzando come ariete un paletto di metallo, alcuni manifestanti hanno sfondato il portone dell’ufficio notifiche. Sono entrati e hanno preso documenti, registri e cartellette e li hanno strappati e lanciati da una finestra.

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