Gli Atenei si preparano al confronto finale


©Trc-TelemodenaMODENA, 12 OTT. 2010 – A Roma, alla facoltà d’ingegneria della Sapienza, dopo tre settimane di agitazione e lezioni bloccate, stanotte, è scattata l’occupazione, la prima in Italia. E per giovedì quando alla Camera inizierà la discussione finale sulla riforma Gelmini, sono già annunciate mobilitazioni sotto il Parlamento. Ad infiammare la protesta l’alleanza tra studenti e ricercatori, ma anche i rettori guardano preoccupati alle decisioni che saranno assunte. La finanziaria triennale di Tremonti prevede per il prossimo anno accademico un taglio secco del 15%, ma il Governo si è impegnato a trovare risorse aggiuntive dopo l’approvazione della Riforma. “Se non arriveranno – ha detto stamattina Aldo Tomasi, rettore dell’Università di Modena e Reggio – per noi sarà un colpo da ko”."Anche Modena e Reggio Emilia, che pure hanno le spalle solide e una situazione economica assolutamente di assoluto equilibrio, avranno enormi difficoltà e dovranno ridurre in modo estremamente significativo i servizi a tutti agli studenti, ma anche ai ricercatori – prosegue il rettore – Dunque un taglio del 15%, così come è scritto nella finanziaria, diventerebbe praticamente rasente all’insostenibilità".Ko evitato, invece, quest’anno. Nonostante la protesta dei ricercatori, cui hanno dato il proprio appoggio anche il Senato accademico e molti consigli di facoltà, le lezioni sono iniziate in tutte le 12 facoltà dell’ateneo e i disagi per gli studenti sono stati sino ad ora contenuti, al massimo con alcuni corsi accorpati e altri spostati al secondo semestre. Anche ad Economia e Ingegneria, dove si è partiti con una settimana di ritardo. E così stamattina il rettore ha potuto lanciare un messaggio rassicurante a famiglie e studenti."Nelle situazioni di particolare difficoltà – conclude Tomasi – abbiamo preso dei provvedimenti che non hanno comportato la sostituzione tout court dei ricercatori, ma abbiamo appunto spostato sul secondo semestre i corsi tenuti dai ricercatori. Oppure abbiamo trovato soluzioni ‘tampone’, intermedie, unificando alcune classi e facendo fronte a questa situazione con le forze interne nostre".

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