Gli amici di Thomas: era una famiglia allegra


SABBIONE (REGGIO EMILIA), 31 AGO 2009 – Sono increduli gli amici di Thomas Duò, il 19enne ucciso dal padre la scorsa notte. Anzi ricordano l’uomo, Davide Duò, come un padre simpatico, "anzi simpaticissimo", e una famiglia "dove non sembrava ci fosse nessun problema", e dove i soldi non parevano certo essere una preoccupazione.E’ questo il quadro tracciato da due amici di Thomas, una delle vittime della strage familiare di Reggio Emilia. Due ragazzi, Fabio e Mattia, sono arrivati attorno alle 12.30 davanti alla casa a tre livelli teatro della tragedia. Entrambi sono increduli. "Il padre era simpatico, anzi simpaticissimo, anche lui aveva avuto un’infanzia movimentata e scherzava spesso con noi", hanno raccontato i due. I ragazzi non sapevano di eventuali problemi economici della famiglia, anche se sapevano che sia padre sia figlio erano in cassa integrazione. "Erano ‘in cassa’ – hanno detto – ma non quella totale, a volte li chiamavano quando c’era bisogno".I ragazzi però non ricordano esattamente da quanto tempo il padre non lavorasse. "Aveva avuto qualche tempo fa un incidente in moto – ha spiegato Mattia – dopo non ha più lavorato perché non camminava bene, poi l’azienda è fallita e lui era andato in cassa. Ma col fatto che l’incidente non era stata colpa sua era stato risarcito, ha preso un ‘ciocco’ di soldi. Stavano anche facendo dei lavori in casa – dice indicando dei cumuli di detriti edili che ci sono vicino a una finestra – Thomas dava una mano, hanno rifatto tutto l’impianto idraulico e la cucina. I soldi non erano un problema". Fabio ha raccontato di avere visto Thomas per l’ultima volta sabato sera dopo essere stato in discoteca a Castellarano mentre Mattia lo ha incontrato proprio ieri sera verso le 20."L’ho visto ieri pomeriggio dopo che era andato al cinema col fratellino – ha raccontato – erano andati a vedere L’era glaciale 3. Era stata un’uscita tra fratelli, i grandi della compagnia avevano portato fuori i piccolini ed erano andati al Cine Star a Reggio Emilia". I due hanno spiegato che Thomas era legatissimo al fratellino, ("avrebbe dato la vita per lui"), e lo descrivono come un ragazzo solare, "tranquillo, buono come il pane, che stava bene con tutti". Stando al loro racconto non aveva sogni particolari ma "voleva cercare un lavoro fisso, perché la ‘cassa’ va anche bene perché lavori di meno e a questa età può anche andare, ma lui era uno che aveva voglia di fare". Molto sereno era poi, secondo i due ragazzi, anche il rapporto con la signora Guidetti, la padrona di casa. "Era come se fosse la nonna di famiglia – hanno spiegato – si volevano bene, stavano qua da anni, questa era come se fosse casa loro".

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