Giuseppe Soncini, con l’Africa nel cuore


Sabato 7 marzo: una giornata particolare per Reggio Emilia. L’evento, in sé, è l’inaugurazione del centro culturale Giuseppe Soncini. Chi non ha perso la Memoria di cosa ha voluto dire la parola solidarietà in una città come Reggio Emilia ha in Soncini un punto di riferimento fermo. Solidarietà ha voluto dire per lui andare a cercare in Africa pezzi di umanità abbandonata e sofferente e cercare di portare loro non elemosine, non ideologie ma esempi concreti di sviluppo, di progresso sociale oltre che economico.Oggi Reggio Emilia, ci sia concesso dirlo, ogni tanto perde se stessa. Come il resto d’Italia, d’altra parte. Perde il senso delle proporzioni e della propria capacità di accoglienza. Travolta in qualche modo da quell’invasione preconizzata da Pasolini nel film postumo “La rabbia”, rischia di perdere un’occasione come quella che offre una società multirazziale e multietnica. Perché un’occasione è, oltre ai tanti fastidi che pure procura (e quelli tanto ce li teniamo ugualmente).Non è certo di moda dirlo oggi, nei giorni in cui si spara a zero (e spesso non solo verbalmente) contro immigrati e nomadi, poco curandosi delle distinzioni tra esseri umani; ironia del destino: proprio noi “macaronì” tante volte e in tanta parte del mondo dileggiati quando eravamo poveri emigrati straccioni.E allora è questo che rende speciale il fatto che a Giuseppe Soncini (operaio alle Reggiane e sindacalista) sia in questi tempi un po’ oscuri dedicato un luogo fisico dove rendere testimonianza di quella solidarietà umana e culturale di cui è stato protagonista. Soncini partì proprio dall’interesse verso i nostri emigrati (in Francia, appunto, e in Germania) per arrivare presto a interessarsi della situazione dell’Africa ancora stretta dal colonialismo. Oggi ci è più facile vedere questa linea rossa che unisce le migrazioni dei popoli, la loro ricerca di una vita migliore. Allora non era affatto scontato.E quindi ricordare chi prima di noi e meglio di noi è riuscito a vedere e interpretare il mondo, un mondo complesso e in rapidissimo evolvere (non certo il macchiettistico mondo di buoni stanziali e cattivi migranti che leghisti e non solo vogliono propinarci) è un’occasione unica per capire noi stessi, le nostre paure, la nostra insicurezza, il nostro stesso mondo “liquido”.Centro culturale “Giuseppe Soncini”, via Piccinini, 8/a-b, Reggio Emilia.In collaborazione con: Filef e Fiei di Reggio Emilia – Istituto Fernando Santi, con il patrocinio del comune di Reggio Emilia (Assessorato coesione e sicurezza sociale). Sabato 7 marzo 2009, ore 10.30 inaugurazione del centro e della mostra fotografica “L’anima di un luogo (appunti sulle maree e la vita di una città nel nord del Mozambico)” di Paolo Messeca. Ore 12.00: esibizione del gruppo musicale “Il contemporaneo” di Carpi.

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