Giuseppe Ayala a Reggio ospite della Gabella


REGGIO EMILIA, 26 GEN. 2010 – Per festeggiare il suo quarto compleanno, la Gabella di via Roma ha organizzato una settimana fitta di appuntamenti dedicati tutti i reggiani. Dopo un incontro sulla giornata della memoria e una alro sull’attività di Emergency, mercoledì 27 gennaio alle ore 21 sarà la volta del magistrato Giuseppe Ayala, uno dei protagonisti dell’antimafia, che presentando il suo libro “Chi ha paura muore ogni giorno” racconta l’esperienza di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alla guida del Pool di Palermo. Sono passati quindici anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d’Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell’antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un’onestà senza compromessi. Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso e mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che faranno epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l’indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli a isolarli.Con "Chi ha paura muore ogni giorno", per la prima volta, Ayala racconta la sua verità non solo su Falcone e Borsellino, che in queste pagine ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e le complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi di una Sicilia che, forse, non è molto cambiata da allora. “Lo Stato aveva deciso di fermare se stesso proprio nel momento in cui stava registrando risultati esaltanti. E perché? Perché la mafia ce l’aveva dentro. Si faccia avanti chi è capace di dare una diversa risposta plausibile”. Un’affermazione da far tremare le vene e i polsi e che fa indignare. Ayala non dimentica i tanti ragazzi e ragazze delle forze dell’ordine che sono morti per difendere con il proprio corpo il corpo di tanti magistrati, che hanno immolato la loro vita per difendere lo stato di diritto e per servire lo Stato. Per tutti usa splendide parole che vanno dritto al cuore. E poi ci sono tante altre cose ancora da leggere in questo bel libro di Giuseppe Ayala come ad esempio un ampio stralcio della storica requisitoria finale del maxiprocesso che vide proprio Ayala intrattenere tutti con il fiato sospeso con il suo facile eloquio e che concluse come un consumato attore di teatro:“Questo e non altro, signori della Corte, è la Mafia”.Dopo l’incontro con Giuseppe Ayala, che nella mattinata di giovedì 28 sarà protagonista anche di un incontro con le classi del liceo Ariosto-Spallanzani, gli appuntamenti di Gabella continuano giovedì 28 gennaio alle 21 con il professor Guido Crainz e la sua “Autobiografia di una nazione”, un saggio sulla fase di transizione che sta vivendo l’Italia. Poi, venerdì 29 gennaio alle 21 sarà la volta del direttore di Famiglia Cristiana Antonio Sciortino con “Una risorsa ignorata”. Un incontro in cui si affronteranno i problemi del paese, da quelli legali alla libertà di informazione fino ai problemi sociali ed economici che coinvolgono le famiglie. Don Sciortino affronterà, partendo dalla Costituzione, il tema delle unioni di fatto e del ricongiungimento familiare sulle politiche sull’immigrazione. A coordinare l’incontro sarà Mario Cipressi del Ceis di Reggio Emilia.La Gabella nasce nel febbraio 2006, quando l’Assessorato Giovani del Comune di Reggio Emilia convocò alcune associazioni del territorio per dare vita a un centro culturale in una zona complessa della città. In Gabella c’è un punto ristoro gestito dalla cooperativa sociale Koinè con prodotti del mercato equo e solidale, prodotti analcolici, promozione del progetto acqua in brocca e prezzi contenuti. La sala incontri è invece gestita da alcune associazioni del territorio insieme a un gruppo di giovani e cittadini che si incontrano per organizzare attività e gestire lo spazio in modo totalmente gratuito. L’associazione Gabella nel corso del 2009 ha stipulato una convenzione per la manutenzione ordinaria (per l’acquisto di materiali, stampe, pulizie, ricambio luci, materiali di consumo) e la programmazione di oltre cento iniziative tra corsi, incontri, momenti di formazione, mostre e iniziative culturali pari a un importo di 12mila euro più un contributo di 2mila euro da parte della Fondazione Manodori. Nel corso del mese di febbraio, per festeggiare i quattro anni di vita, ci saranno diverse attività attività sul tema dell’ambiente in collaborazione con Paea. Inoltre saranno ospiti del centro culturale il cantante Francesco Tricarico, l’ex Ministro delle Pari Opportunità Laura Balbo, il cronista parlamentare Alberto Spampinato e altri ancora. Tra le associazioni che fanno parte di Gabella ci sono: Servire l’uomo, Dar Voce, Arci solidarietà, Telecitofono; numerosi i partner che collaborano: Giro del cielo, Sap, distretto locale dei Pionieri, Gas, Generazione articolo 3, Istoreco, Viaromaviva, 167 Contatto, Giovani di Reggio Emilia contro le mafie e molte altre. Per informazioni e per ricevere la newsletter è possibile scrivere a info@gabella.re.it oppure contattare il 0522.4306,

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