“Giù le mani dai comuni”. A Milano la rivolta dei sindaci


29 AGO. 2011 – Un’onda così grossa di primi cittadini non se l’aspettavano nemmeno all’Anci. A Milano, alla giornata di mobilitazione proposta dall’Associazione dei Comuni italiani contro i tagli agli enti locali si sono presentati in più di ottocento sindaci. Un tutto esaurito che non ha permesso all’auditorium del grattacielo Pirelli, che doveva ospitare l’evento, di contenere tutti gli amministratori locali arrivati da tutt’Italia. Il folto corteo si è quindi spostato in piazza della Scala dove gli organizzatori hanno allestito un palco. PISAPIA: "UNA SCELTA DI VALORE SIMBOLICO""I sindaci non si chiudono nelle aule, ma vanno a parlare ai cittadini per farli partecipare alle loro proteste", ha spiegato il primo cittadino di Milano. "Nessun sindaco, di destra o di sinistra, può permettere che ai cittadini siano tagliati i servizi fondamentali" ha aggiunto, spiegando che "finché il governo non farà marcia indietro la mobilitazione non si deve fermare". Per il solo Comune di Milano i nuovi tagli, che si sommano al disavanzo già previsto per quest’anno (superiore ai 150 milioni), "sarebbe – ha spiegato Pisapia – di oltre 100 milioni di euro, che significa l’estrema difficoltà a potere avvicinarsi, ma non a rispettare, il patto di stabilità".MEROLA: "C’E’ UNA GRANDE RABBIA""C’è una grande rabbia". Così Virginio Merola, sindaco di Bologna, ha descritto gli animi della manifestazione dell’Anci a cui ha preso parte a Milano, per protestare contro la manovra del Governo. "Una manifestazione unitaria", l’ha definita Merola ai microfoni di ‘E’Tg’. La richiesta dei sindaci è "di essere coinvolti, e che non si scarichino le tasse sugli enti locali". Le alternative alle misure previste sono "fare pagare quelli che sono stati condonati abbondantemente". Poi prendere "dei seri provvedimenti contro l’evasione fiscale. Noi come Comuni – ha aggiunto – siamo pronti a fare la nostra parte, occorre che le Agenzie delle entrate ci diano gli strumenti completi per segnalare le evasioni". Oltre a questo, ha insistito Merola, "bisogna rivedere il patto di stabilità: permettere ai Comuni che hanno i mezzi come quello di Bologna di non tenere quei soldi per forza accantonati, ma di investirli in opere, infrastrutture, per permettere la ripresa economica". Insomma, la manovra "fa solo tagli e in questo modo fra qualche tempo saremo costretti a fare un’ulteriore manovra".DELRIO: "SERVE UN NUOVO CONCETTO DI AUTONOMIA""Bisogna impostare un ragionamento nuovo sul concetto di autonomia", così il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, nel suo discorso nei panni da vice presidente dell’Anci. In particolare, ha sottolineato, il problema è che "in questi ultimi anni la spesa centrale è sempre cresciuta, quella periferica invece e’ diminuita". "Troviamoci insieme – ha proposto – anche con Province e Regioni, per fare in dieci giorni una ristrutturazione architettonica delle istituzioni del Paese. Vogliamo una bicameralina veloce".ERRANI "LIMITARE I TAGLI ALLO STATO CENTRALE"Anche il capo della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, ha invitato a sedersi "con il governo e fare i conti veri per capire quali servizi si possono garantire. In Italia la situazione è difficile, tutti devono fare la loro parte, ma con i loro pesi reali". La manovra, quindi, non dovrebbe ricadere solo sugli enti locali che hanno già pagato con le finanziarie passate. "Cancellate – ha concluso – i tagli a Comuni, Province e Regioni e tagliate allo Stato centrale: se no non c’è equità"

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