Giovani partigiani


Ma l’Anpi oggi è fatta solo di vecchi partigiani? In origine la guerra partigiana è stata fatta da ragazzi e ragazze e in qualche modo ha segnato anche un ricambio generazionale; proprio quel ricambio di cui tanto avremmo bisogno anche ora. Quale può essere dunque il rapporto tra giovani e liberazione oggi? Lo abbiamo chiesto ad Aude Pacchioni, figura storica dell’Anpi di Modena."I giovani che fecero la Resistenza erano ragazzi anche di 16-17 anni: i loro nomi si possono leggere tra i caduti. Erano soprattutto giovani che avevano rifiutato la Repubblica sociale.In quel momento la Resistenza fu una ribellione dei giovani, però sulla scorta dell’insegnamento che in quegli anni aveva dato l’antifascismo. In una zona come Modena ci sono stati 20mila partigiani. Negli archivi della questura del 1939 si legge che gli antifascisti modenesi schedati erano 1630, erano quelli che venivano chiamati “sovversivi”. A Modena in 380 furono costretti a emigrare, 156 furono inviati al confino, 180 spediti davanti ai tribunali speciali.Nel momento della ribellione quindi i giovani hanno incontrato questo ampio movimento antifascista che era composto da socialisti, da comunisti, da cattolici. Gli antifascisti hanno spiegato ai giovani “ribelli” le ragioni dell’opposizione al regime fascista.Allo stesso modo i giovani che oggi si avvicinano sono certo interessati ai problemi attuali ma sono anche molto sensibili alla questione dei valori e dei diritti, dei cosiddetti diritti di cittadinanza. Conti che sui 6000 iscritti all’Anpi che abbiamo in questa provincia il 70-80% non hanno fatto la resistenza. Sono con noi perché sono interessati ai valori di democrazia che cerchiamo sempre di tenere alti. E questo dato è importante adesso, in una fase in cui le soluzioni che vengono proposte hanno un segno fortemente autoritario.I giovani sono meno agnostici di quanto ce li descriva la televisione e quindi non troviamo difficoltà ad incontrarli. Nei giorni scorsi sono stata a Bomporto, in una scuola e hanno commentato loro la Costituzione, hanno fatto loro mille domande. In questo c’è tutta la speranza dei giovani per il futuro.Allora sarebbe un errore non insegnare cosa è stato il fascismo. Bisogna raccontare cosa succedeva in quel periodo: la costrizione a fare i figli per la patria, la condizione di inferiorità della donna, le leggi razziali… Devono saperli questi fatti perché si vaccinino contro quelle storture".Quando andate nelle scuole che accoglienza avete?"Un paio di giorni fa abbiamo commemorato un gruppo di partigiani, fucilati a Modena, insieme a cento ragazzi e ragazze di tre scuole superiori. Erano molto incuriositi e quindi abbiamo detto: fatevi raccontare dai vostri nonni cos’era il nostro paese. Avete visto le immagini del terremoto? Le nostre città erano più o meno così, ma la gente si è rimboccate le maniche per costruire un paese civile e democratico come quello in cui viviamo oggi.Solo a Modena ci sono circa 90 punti di ricordo dei partigiani fucilati dai fascisti. Chi porta le corone di fiori sono i ragazzi con i loro insegnanti. Anzi ogni scuola ha adottato un cippo e porta i fiori, fa la manutenzione ordinaria, si preoccupa che qualche sciocco non lo imbratti con delle scritte".Giorgio Bocca scrive su Repubblica: all’inizio, nella guerra partigiana, prima veniva la sopravvivenza poi arrivò anche la politica, ma per venti mesi per tutti la ragione di combattere era la libertà. Per voi conta ancora molto il fatto di schierarsi da una parte o dall’altra, ancora a sessant’anni e più di distanza? È questo il messaggio della resistenza?"Io credo che la politica sia l’esercizio più alto sul piano morale e culturale della partecipazione dei cittadini. Oggi bisogna lavorare per rispettare la Costituzione, per attuarla. Per mantenere immutati i valori della prima parte della carta. Schierarsi è giusto, ma schierarsi sulle soluzioni che si danno ai problemi, perché schierarsi, scegliere vuol dire fare politica.Non ha senso schierarsi pro o contro il 25 aprile, la Resistenza è ormai un dato storico. Pure il presidente della Camera Fini se ne è accorto che il fascismo per l’Italia è stata la cosa peggiore del mondo. Le persone maturano riflettendo e conoscendo gli avvenimenti.E’ giusto schierarsi con un movimento che ha reso possibile la democrazia. Ma è insensato dividere ancora la Resistenza tra buoni e cattivi. Nel Cnl erano rappresentate tutte le componenti, dai comunisti ai liberali. Si leggano i dibattiti di allora. Anche quando fuori c’era la Guerra fredda in atto dentro la Costituente ci fu un grande dibattito per costruire insieme il futuro dell’Italia".

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