Giovani a lezione da artigiani in pensione


Una “bottega” dove barbieri, sfogline, sarte, calzolai e “ciappinari” in pensione insegnano il mestiere a giovani tra i 16 e i 19 anni a rischio di abbandono scolastico e isolamento. Una maniera per far incontrare generazioni diverse, dare opportunità ai pensionati di usare il loro tempo libero utilmente e ai ragazzi di imparare attività che possono diventare un lavoro in un momento di crisi diffusa. L’idea è nata in seno alle Acli di Bologna, che dai primi di febbraio, all’Oficina del Villaggio del fanciullo, daranno il via ai corsi di formazione professionale accreditati. Sono già una quindicina i “vecchi” artigiani che hanno aderito e una ventina i giovani. L’iniziativa parte grazie alla collaborazione all’associazione Digamma, con il supporto di altre realtà cittadine, istituzionali e del terzo settore, e si chiama, appunto, la “Bottega dei mestieri”, una fucina di “autoimprenditorialità intergenerazionale”, come la definisce Tommaso Migliaccio, presidente di Digamma. Assieme a loro, hanno lavorato al progetto E-Care del Cup2000, i quartieri Santo Stefano, San Donato e San Vitale che presto ospiteranno altri corsi. Con la “Bottega”, sottolinea il presidente delle Acli provinciali, Filippo Diaco, “si vogliono salvaguardare le competenze, soprattutto quelle di tipo manuale ed artigianale, che vanno perdendosi, ma, allo stesso tempo, creare delle professionalita” e, di conseguenza, qualche posto di lavoro”. E’ una maniera per dare un contributo “nel momento più critico per quanto riguarda la disoccupazione giovanile”. I ragazzi, oltre a imparare a usare nuovi strumenti, potranno anche girare video tutorial delle “lezioni” degli artigiani, che poi saranno pubblicate sul web.

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