Giovani e immigrati, la scommessa delle coop


REGGIO EMILIA, 20 MAG. 2009 – A Reggio Emilia, Confcooperative e Legacoop decidono di investire sul lavoro e sulla promozione di nuova cooperazione e per farlo puntano l’obiettivo sulle due categorie che patiscono di più le difficoltà di inserimento professionale: gli immigrati e i giovani. Proprio a loro, infatti, è indirizzato il progetto messo a punto dalle due centrali cooperative con il contributo della Camera di Commercio di Reggio Emilia, una serie di azioni il cui scopo – come sottolineano i rispettivi presidenti, Giuseppe Alai e Ildo Cigarini – “è quello di rendere più informati e consapevoli gli immigrati e i giovani della risorsa che la cooperazione rappresenta non semplicemente in termini di lavoro, ma di un lavoro legato all’imprenditorialità”. “La creazione di nuove imprese cooperative – proseguono Alai e Cigarini – arricchisce il tessuto imprenditoriale non semplicemente di forza lavoro, ma di imprenditori che investono, rischiano e, per di più, lo fanno seguendo percorsi di autogestione e di solidarietà, e questo è tanto più importante nell’attuale situazione di crisi, in cui la tutela del lavoro è il nostro primario obiettivo”. “In questo senso – spiegano i presidenti di Confcooperative e Legacoop – per gli immigrati il primo vero valore aggiunto è una più piena integrazione nel tessuto locale, nelle sue regole, nelle sue dinamiche economiche e sociali; per la comunità locale è il potersi confrontare con altre culture che si integrano e non si scontrano con quelle proprie del territorio. Per i giovani il valore aggiunto è invece rappresentato dall’appropriazione del valore di sé, della capacità di intraprendere, di rischiare solidalmente con altri, giungendo ad una vera cultura del lavoro e del suo valore, allontanandosi da quella del “posto di lavoro”, che oggi più che mai produce ansie e disagi nei giovani e nelle loro famiglie”.Ai propositi di Confcooperative e Legacoop si legano azioni specifiche, che escludono innanzitutto una semplice strumentazione informativa, ma privilegiano un contatto diretto e il coinvolgimento di diverse figure che, soprattutto nel rapporto con gli immigrati, sono in grado di cogliere le diverse peculiarità di ogni etnia e cultura.“Fondamentale – spiegano Alai e Cigarini – è dunque il ruolo che potranno esercitare diverse figure, a partire dai mediatori culturali, stabilmente impegnati anche all’interno del movimento cooperativo nella relazione con gli immigrati di diversa provenienza, gli uffici pubblici impegnati sull’immigrazione e l’informazione (URP), le organizzazioni sindacali e la Caritas diocesana, che attraverso i suoi centri d’ascolto può effettuare una opportuna valutazione dei bisogni e delle disponibilità degli immigrati a seguire percorsi di autoimprenditorialità”.“Il metodo, dunque – sottolineano i presidenti di Confcooperative e Legacoop –  è il coinvolgimento ampio di soggetti e figure che possono concorrere non solo alla distribuzione di materiale informativo, ma al sostegno di quelle dirette relazioni fiduciarie che nessun materiale informativo garantisce di per sé”.Da qui, dunque, incontri tra i diversi soggetti che si occupano di immigrazione e un percorso di formazione alla e sulla cooperazione – già in avanzato svolgimento – per i mediatori culturali, che a loro volta diventano “docenti” dei promotori di cooperazione presenti in Confcooperative e Legacoop per aiutarli a sostenere un efficace confronto con gli immigrati, apprendendo i metodi di approccio più consoni a culture che conoscono marginalmente. Il tutto accompagnato da materiale informativo in più lingue, che è stato predisposto sia degli enti, sia dei mediatori, sia per gli sportelli delle centrali cooperative.Per quanto riguarda i giovani, invece, è stato deciso di distribuire del materiale informativo nei locali in cui i ragazzi si ritrovano abitualmente nelle ore preserali per bere l’aperitivo e conversare in un clima disteso. La loro attenzione verrà richiamata da un originale gadget, la cui distribuzione si concluderà entro maggio: si tratta di un bracciale che, una volta slacciato, diventa una chiavetta USB. In essa è contenuto un file animato contentente musica e testi in movimento, che brevemente spiegano principi della cooperazione e i servizi che le centrali cooperative offrono per sostenere nuovi progetti d’impresa.

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