Giovanardi choc: i drogati muoiono così


9 NOV 2009 – Carlo Giovanardi, modenese (il fratello gestisce in città il locale Cpt, il centro di internamento per stranieri “clandestini”), decide di intervenire sulla vicenda di Stefano Cucchi, il ragazzo morto a Roma mentre era in stato di detenzione per traumi di cui ora la magistratura sta verificando l’origine.E’ un intervento, come si dice, a gamba tesa, nel pieno di un’inchiesta giudiziaria. Ma anche un grumo di parole durissime, in cui lo spirito di pietà e di giustizia è del tutto assente. Così muoiono i drogati, dice in sostanza l’esponente del governo Berlusconi. "Era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili".Nessun responsabile umano, ne è convinto il sottosegretario, colpa della droga (e semmai di Stefano che era un drogato): "Che ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi c’è il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così".La famiglia Cucchi ha mantenuto la sua linea di estrema compostezza anche di fronte a queste parole durissime: “si commentano da sole”, ha detto la sorella Ilaria. Esponenti politici dell’opposizione (Idv e Pd) hanno commentato negativamente l’uscita di Giovanardi.

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