Giornata della memoria: Schifani a Carpi e Fossoli “per non dimenticare”


CARPI (MO), 27 GEN. 2009 – Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha visitato nel primo pomeriggio il Museo Monumento al deportato dedicato alle vittime dei lager nazisti allestito nelle sale a piano terra del Palazzo Pio di Carpi. Schifani è stato accolto dalle autorità modenesi e ha deposto una corona di fiori nel cortile del museo, dove 16 monoliti in cemento alti sei metri portano incisi su ambedue le facce i nomi dei principali lager nazisti. In seguito, il presidente del Senato si è recato nel campo di concentramento di Fossoli di Carpi, dove almeno 5.000 persone, tra cui moltissimi ebrei, furono raccolti per essere poi avviati nei campi di concentramento nazisti. A margine della visita, Schifani ha commentato le posizioni di coloro che anche in questi giorni sono tornati a parlare di negazionismo a proposito dell’olocausto e dei campi di sterminio nazisti. "Sono parole che rifiuto e che dovrebbe rifiutare la storia", ha detto. "Ancor di più ritengo – ha proseguito Schifani – sia doveroso non soltanto non dimenticare, ma non negare la realtà dei fatti, i fatti di una storia indimenticabile e atroce che non deve più ripetersi. Ma perché non si ripeta – ha aggiunto il presidente del Senato – occorre avere la coscienza e il coraggio di riconoscere gli errori del passato".   Nel breve discorso pronunciato davanti alla scolaresca di una scuola elementare di Correggio all’interno di una baracca dell’ex campo di concentramento, il presidente ha più volte insistito sull’esigenza di visitare luoghi come Auschwitz, per non dimenticare. Schifani ha messo in guardia da un pericolo: "Sembra assurdo ma il vuoto di ragione, umanità, carità che determinò le atrocità di allora può ancora minacciare il nostro futuro". E ha proseguito dicendo che "occorre bandire sentimenti di odio e violenza che ancora oggi, purtroppo, sebbene in frange minoritarie della nostra popolazione, albergano contro la comunità ebraica".  La seconda carica dello Starto ha infatti voluto rimarcare come la "storia di dolore e di emarginazione degli ebrei che vivevano nella nostra Italia ci appartenga. Come italiani – ha continuato – l’orrore ci ha contagiato, sappiamo cosa è stato e rimarremo attenti. Noi saremo testimoni". Schifani ha quindi concluso osservando che "ricordare e non dimenticare significa realizzare una realtà di vera integrazione razziale, ma anche multietnica e religiosa, e tutti noi siamo chiamati a concorrere".

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