Gioco di squadra, la prima volta del Bologna


BOLOGNA, 9 NOV. 2009 – Per la prima volta nella stagione il Bologna segna tre reti in una sola partita e supera il Palermo che è riuscito solamente a pareggiare il primo svantaggio subito. Fasi molto importanti, se non decisive, dell’incontro, nei minuti finali dei due tempi. Nel primo i padroni di casa vanno in gol con Zalayeta al 41’ e due minuti dopo arriva il pari dei siciliani. Nella ripresa, il finale è scritto da un lungo forcing del Palermo, ma è capitan Di Vaio a completare la felicità dei bolognesi, in campo e fuori, mettendo la sua firma sul risultato con una terza rete rossoblu bella perché difficile e disperatamente voluta, inseguita dal cannoniere per tutti i 90’ ed ottenuta nei minuti di recupero. La notizia del giorno è comunque quella della prestazione complessiva e collettiva del Bologna che ha giostrato da squadra, con la compattezza necessaria, con lucidità continua, con mezzi fisici e tecnici adeguati per giungere al successo. Quante volte si era detto e scritto che i giocatori non avevano mordente, non sembravano mai convinti dei loro atteggiamenti, si abbandonavano ad iniziative personali non ragionate, subivano sempre troppo senza reattività, erano assenti o lacunosi nel mutuo soccorso sulle iniziative e le combinazioni necessarie, spesso e volentieri non brillavano per diligenza ed attenzione nei confronti delle manovre degli avversari. E così via. Ebbene, contro il Palermo, tutti si sono comportati senza cadere nei difetti elencati, salvo naturalmente qualche sbavatura marginale e quindi senza conseguenze.Viene logico pensare che questo dipenda anche dal lavoro di Franco Colomba che inizia a dare i suoi frutti e che, sperabilmente, non dovrebbe fermarsi qui. Il tecnico da poco in sella sembra voler dare una propria piega allo schieramento ed al gioco del Bologna e tutti si augurano che effettivamente ci possa riuscire. In questa partita intanto ha messo in avanti un buon potenziale schierando Di Vaio, Zalayeta (buono, con una preziosa doppietta) ed Adailton a supporto come principale suggeritore, ma non solo, per le due punte. La difesa non ha perso colpi, pur non essendo stata perfetta, il centrocampo ha visto schierati Valiani come corridore instancabile, Guana non calibrato del tutto e Mingazzini, indicato da molti come migliore in campo, un Mingazzini che i galloni se li è meritati sia nel tamponare, sia nel costruire, nell’infinità di palloni che ha giocato in ogni zona del campo, prediligendo quasi la fascia destra, dove già in passato era stato collocato, ma certo con esiti più deludenti di quelli odierni, una giornata in cui è apparso che del romagnolo non si potesse fare a meno.Se si volesse marcare semplicemente una differenza tra il Bologna di Papadopulo e quello di Colomba, mi sembra che si dovrebbe indicare il numero di maglie rossoblu che normalmente, nello svolgimento del gioco stanno dietro la palla. Prima erano 8 o 9 quasi stabilmente. Ora sono 5 o 6, raramente 7. E’ vero non è tutto qui ma si tratta di un indicatore importante. Così come molto importante è stato verificare che il Bologna sa essere squadra, sa porsi come collettivo nel tessere le sue combinazioni e nel metter fuori le proprie capacità nervose e fisiche. Lo dimostra anche il livello mantenuto quando hanno fatto il loro ingresso i subentranti, Mudingaiy, Viggiani e il debuttante Gimenez. Adesso la sosta, ce n’è bisogno, in attesa della corazzata Inter.

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