Giacomo Bulgarelli, un uomo di classe


BOLOGNA, 17 FEB. 2009 – Ora che la vicenda terrena di Giacomo Bulgarelli è veramente conclusa coi bellissimi funerali di ieri mattina,c’è veramente da chiedersi cosa aggiungere al tantissimo già detto in questi giorni. Forse riassumere la sua carriera e soppesare la sua personalità, prima e dopo il calcio. Giacomo è nato a Portonovo di Medicina,un piccolo paese all’incrocio delle province di Bologna, Ferrara e Ravenna, dove ha vissuto in pratica sino ai 18 anni, quelli delle licenza di liceo classico, il traguardo cui mamma e babbo, da buoni borghesi di pianura, l’avevano obbligato per concedergli veramente il suo Bologna. Da lì rossoblu per 22 anni. In bacheca uno scudetto,una mitropa cup, due coppe Italia, ovvero 486 presenze (record) e 43 gol. In Nazionale, complessivamente, 31 presenze e 9 reti. Senza retorica però,una cosa va aggiunta. E’ stato il miglior calciatore del Bologna dal 1945 ad oggi e il suo nome come il suo fascino è indubbiamente legato a filo doppio al sudatissimo scudetto del 1964, vinto allo spareggio contro l’Inter dopo un campionato travagliato dentro e fuori il campo come nemmeno oggi inimmaginabile. Giacomo fu il trascinatore di quella splendida vicenda sportiva e calcistica, ma non si può certo tralasciare tutto il resto. E quanto! Voglio dire la guida reale in campo dei magnifici anni di Fulvio Bernardini in panca. Il tessitore intelligente e indefesso dei rapporti col presidente Dall’Ara. Il primo tra pari a tenere le fila di una squadra di campioni, in cui certo non mancavano personalità e gelosie sia interne che esterne alla squadra. E capace di restare così al vertice in quel Bologna da sogno per 4-5 anni cementando con le sue spiccate ed innate doti l’ambiente calcistico di allora, senza rinunciare mai a nulla, nella sincerità dei rapporti come nella forza delle idee. Naturalmente parliamo sempre di calcio. E sulle sue doti specifiche il discorso è ancora meno facile. Un numero 8 moderno per gli anni ’60, ma soprattutto colmo di quella dote che non si acquista ma che si riassume in una sola cristallina definizione: classe. Giacomo aveva tutto come calciatore, ma perché aveva classe. Sapere sempre dove mettere la palla e sapere sempre dove arrivava.Poi fu commentatore tra i migliori in TV e a Bologna un amico di tutti. Scherzoso, intelligente, volto alla beffa, pronto alla battuta sino ai brutti colpi del destino degli ultimi anni. Dopo la sua morte in tanti l’hanno trascinato per issarlo ad icona della cosiddetta bolognesità o, peggio ancora, petronianità. Per uno nato in riva al Reno, più lontano da Bologna che da Ravenna, mi sembra francamente un po’ troppo! E a testimoniare grandezza umana e sportiva vale molto di più la presenza ai funerali di Fabio Capello, con Sir Ferguson il migliore allenatore in attività. Ad ogni modo, Giacomo carissimo, queste piccole diatribe provinciali nel tuo nome, continueranno e tu ne sei già pronto a sorridere! Grazie, tante grazie per tutto il resto.Il settimanale commento sul Bologna calcio va stavolta nell’angolo. Bene. Benissimo il punto di Napoli mentre ora la squadra è attesa da un trittico che fa tremare i polsi (che poi per un pericolante dalla febbre alta come il Bologna è stato pressoché quotidiano). Però ci vogliamo trattare bene ed ecco Inter in casa, Lazio fuori e Sampdoria ancora in casa. E’ il calendario bellezza! Mica tanto! Sono le tre maggiori squadre in cui ha militato il nostro Mihajlovic da calciatore in Italia. Ora vedete voi, anzi vediamo assieme cosa ne uscirà. Il serbo ha già detto che prenderà 7 punti in totale.

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