Genderbender, il potere della musica pop


BOLOGNA, 21 OTT. 2010 – C’è anche un omaggio a Marcella Di Folco, la leader del movimento lgbt italiano recentemente scomparsa, nel cartellone di Genderbender 2010. Il festival internazionale sulle identità di genere ritorna a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre proponendo, in esclusiva nazionale, lavori dedicati a William Burroughs, Annie Leibovitz, David Lachapelle e i Throbbing Gristle. Ma saranno tantissimi i concerti, film, documentari e spettacoli teatrali attraverso cui si indagherà sull’influenza che la musica pop ha avuto sulle trasformazioni della cultura contemporanea e in particolare sulle relazioni e raffigurazioni di genere.Ad aprire la rassegna, il 30 e il 31 ottobre, "Girls and boys: sex and british pop": quattro documentari dedicati dalla Bbc al rapporto tra il pop britannico e le trasformazioni della società inglese. Quindi due documentari dedicati ad altrettanti cattivi maestri: "William Burroughs: a man within" di Yoni Leyser, sul padre della cultura punk, e "Annie Leibovitz: life through a lens", diretto dalla sorella della storica fotografa di Rolling Stone e compagna di Susan Sontag. E ancora gli incontri con Aldo Busi e la scrittrice libanese Joumana Haddad, ideatrice della rivista "Jasad" (in arabo, corpo). Spettacoli fuori dall’ordinario riempiono la parte teatrale del festival: il 2 e il 3 novembre il danzatore francese Olivier Dubois metterà in scena all’Arena del Sole "Pour tout l’or du monde", dove dissacra il Lago dei Cigni in una lap-dance in mutande al ritmo di Rihanna. La 29enne coreografa canadese Virginie Brunelle dirige invece sette danzatori in "L’ecart du coeur", dove alterna humor e sofferenza raccontando gli intrecci amorosi più diversi. Infine il cinema, animato dalla rassegna di Soggettiva "XX Factor", dedicata alla prima adolescenza di giovani lesbiche, e da quella delle storie gay di "Love Stories". Nomi di spicco "Contracorriente" di Javier Fuentes-Leon, vincitore del premio del pubblico al Sundance 2010, e "Spring Fever" di Ye Luo, censurato in Cina. L’intero programma è su www.genderbender.it, biglietti scontati con carta Coop e tessera Genderbender.

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