Gambro, piccolo passo avanti contro i quattrocento esuberi


MODENA, 2 MAR. 2011 – Avanti a piccoli passi, ma comunque avanti. E per i lavoratori della Gambro Dasco che attendono con trepidazione di conoscere il loro futuro, è comunque qualcosa a cui appigliarsi. Del piano industriale, richiesto a gran voce dagli enti locali e dai sindacati, ancora non c’è traccia, ma i vertici dell’azienda hanno dato la loro disponibilità a discuterne. Disponibilità che dovrà trasformarsi nei prossimi giorni in un piano di vero di rilancio e di garanzie occupazionali per consolidare lo stabilimento produttivo di Medolla.E così, le parti che hanno partecipato ieri pomeriggio all’incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, proprietà della Gambro, Regione, sindacati e rappresentanti degli enti locali, hanno già fissato un nuovo appuntamento, in programma sempre a Roma, mercoledì 16 marzo.“Ora – commenta al termine dell’incontro l’assessore regionale alle attività produttive, Giancarlo Muzzarelli – occorre una proposta concreta di piano industriale che assicuri il rilancio dello stabilimento modenese della Gambro, per la ricerca ma anche per la produzione”.A fronte dell’annuncio della multinazionale di voler delocalizzare in Cina, Messico e Repubblica Ceca una parte della propria produzione, anche nell’incontro di ieri, la Regione ha ribadito che l’andamento positivo del distretto biomedicale, nonostante il periodo di crisi, non giustifica propositi tanto radicali di taglio della produzione e della occupazione. Soprattutto per un’azienda che ha interconnessioni importanti con il sistema sanitario del nostro Paese.

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