Fusione Unipol-Fonsai,la versione di Cimbri


16 MAR. 2012 – Conquistarsi un posto d’onore nel salotto buono della finanza italiana. Non sarebbe questo l’obiettivo della "grande Unipol", ovvero del progetto di fusione tra il colosso assicurativo bolognese, controllato dalla gallassia delle cooperative aderenti a Legacoop, e i tre gruppi assicurativi della famiglia Ligresti: Milano Assicurazioni, Premafin, ma soprattutto Fonsai. A sottolineare il "non interesse" è Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, secondo cui il focus dell’operazione è tutto industriale. "Non ci approcciamo a questa operazione con altri fini – ha detto l’a.d. – non ci interesserebbe il portafoglio della Fonsai per le partecipazioni nei cosiddetti salotti. Ci approcciamo per costruire un grande operatore italiano che abbia la possibilità di avere prospettive anche fuori da questo Paese e per portare valore in questo paese."Il nostro – ha aggiunto Cimbri – è un progetto di ristrutturazione e di semplificazione: si tratta di mettere insieme tre compagnie passando da 4 a 2 quotate, ossia la holding e il nuovo gruppo assicurativo" e ci sarà "un accorciamento della catena di controllo e quindi una migliore trasmissione di valore". Inoltre "regole di governance chiare e condivise sono un altro contributo che ci sentiamo di poter apportare alla nuova compagnia".Riguardo infine ai concambi per la fusione per la nascita del maxi-polo, che coinvolgerà oltre a Unipol e Fonsai anche la Milano Assicurazioni e Premafin, il manager si è limitato a dire che "non li conosco, li vedranno gli esperti". "Ma so per quali livelli di concambio c’e interesse di Unipol a fare l’operazione. O c’è intesa su questi livelli o si lascia perdere tutto", ha concluso.

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