Fusione Enìa-Iride: per i sindacati ci vuole un piano di potenziamento


REGGIO EMILIA, 5 OTT 2009 – Il coordinamento sindacale unitario del gruppo Enia (la multitility di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, che dovrebbe fondersi con la piemontese Iride, multiutility di Torino e Genova) ha chiesto un incontro con i sindaci delle tre città emiliane a cui fa capo la società.Secondo Cgil, Cisl e Uil, "occorrerebbe riprendere la discussione aperta con la direzione Enia, affinché l’allungamento dei tempi di attuazione della fusione con Iride, i prevedibili effetti delle recenti modifiche legislative sui servizi pubblici locali, siano accompagnati da un rafforzamento delle relazioni sindacali nell’intero gruppo, tenendo conto anche della crisi economica che ha investito i territori di Piacenza, Parma e Reggio Emilia". In particolare – secondo i sindacati – bisogna evitare "ristrutturazioni striscianti senza indicare un preciso piano di potenziamento dell’intero Gruppo". Secondo il coordinamento, gli effetti della crisi economica stanno evidenziando un calo del fatturato, per cui servirebbe "una organizzazione adeguata, per gestire interi cicli (es. rifiuti, energia) con una coerente capacità tecnica-operativa che, invece, pare essere ridimensionata dall’uso degli appalti esterni".

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