Furto spericolato al Roxy Bar di Bologna


BOLOGNA, 30 GEN. 2009 – Quarantamila euro in contanti e un quadro di De Pisis. Sarebbe questo il bottino di un furto compiuto la scorsa notte al Roxy Bar di via Rizzoli, nel centro di Bologna e a pochi passi dalle Due Torri, il locale ‘celebrato’ anche da Vasco Rossi nella sua ‘Vita spericolata’. Il sistema di allarme collegato alle forze dell’ordine è scattato verso le 5.30, ma all’arrivo dei carabinieri i ladri si erano già allontanati. Dai primi accertamenti, sarebbero entrati nel bar passando dalle cantine. Oltre a un po’ di merce di scarso valore, avrebbero portato via il denaro custodito in un armadio, circa 40.000 euro, e staccato un De Pisis che era appeso a una parete. Indagano i carabinieri."Non abbiamo sospetti, ma sembrano essere andati a colpo sicuro", ha raccontato in serata Claudia Cattabriga, uno dei soci del Roxy bar di Bologna, preso di mira la scorsa notte dai ladri. Chi ha compiuto il furto "sapeva come muoversi" e ha scassinato l’armadio dove solitamente viene custodito il denaro contante. Per i responsabili del locale si tratterebbe di poche migliaia di euro, mentre gli investigatori hanno parlato di una cifra più alta. Insieme ai soldi sono state portate via alcune decine di buoni-pasto e una cinquantina di bottiglie di alcolici, soprattutto whisky e amari, mentre sono state lasciate altre bottiglie di champagne pregiato, "di cui i ladri forse non conoscevano il valore". Infine il De Pisis, che non era di proprietà della società che gestisce il bar ma di uno dei tre soci e si trovava in un ufficio. Per entrare nelle cantine i malviventi hanno scassinato una grossa porta in ferro. Lungo il percorso fra i locali interrati e gli uffici hanno incontrato due telecamere di sicurezza, che hanno girato verso l’alto. Le indagini partono dunque dai pochi fotogrammi ripresi in cantina e dai filmati di altre telecamere sotto i portici di via Rizzoli, acquisiti dai carabinieri. A scoprire il furto è stato uno dei soci, mentre non è scattato alcun sistema d’allarme, come si era appreso inizialmente. "E’ stato mio padre ad accorgersi dell’intrusione – ha precisato ancora Claudia Cattabriga – quando è andato ad aprire il bar verso le 5".

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