Fuori di canapa


REGGIO EMILIA, 2 LUG. 2009 – Sabato 4 luglio a Felina, sull’Appennino reggiano nel comune di Castelnovo Monti, torna la festa della Canapa. Una giornata organizzata dall’associazione Cannabis Info per celebrare le proprietà di una pianta che fino a cinquant’anni fa ricopriva in Italia vaste porzioni di terreni agricoli. Poi, a causa della sua parentela con la canapa da droga, il prodotto è finito invischiato nelle leggi antidroga, e per lui è cominciato un lungo declino.Ma fumarsela, la canapa, è forse l’utilizzo meno utile che se ne può fare. “Ci sono grandi potenze economiche, come la Cina, che stanno incrementando la produzione della canapa per arrivare a produrre grosse quantità di tessuti”. A parlare è Graziano Malvolti, fondatore dell’associazione Cannabis Info, che ci spiega come la necessità odierna di adottare materiali sempre più ecologici potrebbe essere un incentivo a dare nuova vita anche in Italia alla filiera della canapa. “Eravamo il secondo produttore in Europa, i primi in termini di qualità. Poi si è deciso di buttare tutto questo patrimonio di tradizione”.La coltivazione intensiva della canapa è stata vietata negli anni 50. All’epoca era la più diffusa in tutto il mondo. Centomila ettari era l’apporto dell’Italia. Ci si fabbricavano vestiti, carta, materiali per costruire le case, e persino cosmetici. Oggi c’è un ritorno a questa produzione, “ma i volumi non sono quelli di un tempo. Si risente del fatto che le leggi anziché essere migliorate, negli ultimi anni sono peggiorate. La canapa è ancora vista in maniera ideologica, come sinonimo di canna”, sottolinea Malvolti.Cannabis Info, in quasi dieci anni di vita, ha fornito informazioni a chi voleva districarsi nella giungla legislativa che spetta ai coltivatori di canapa. Col sostegno della Provincia di Reggio Emilia, l’associazione ha individuato delle varietà ricche di cannabinoidi diversi dal Thc (la sostanza stupefacente contenuta nella pianta). E’ il caso del Cbt, un cannabinoide non psico attivo, che si è rivelato molto efficace in campo medico, utilizzato come come antiepilettico. La medicina è infatti l’altro fronte, dopo quello industriale, in cui la canapa potrebbe trovare numerose applicazioni. Questo aspetto, alla Festa di Felina, verrà affrontato dal professore Giovanni Ambrosetti, neuropsichiatra dell’università di Bologna. Maggiore informazione, più investimenti per far tornare l’industria della canapa, più risorse anche per la ricerca medica, une legislazione diversa. Queste le richieste di chi vorrebbe rivedere l’Italia di nuovo un paese esportatore della canapa e delle conoscenze ad essa legate. Sarebbe bello vedere realizzato qui da noi, magari dalla Fiat, il sogno di Henry Ford della Hemp car, un’auto fatta in gran parte di canapa e alimentata da olio di canapa.

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