Fuori dal mondo


19 MAR. 2009 – Ha detto "prezervatifo"! Martedì papa Benedetto XVI stava sorvolando in aereo l’Africa, diretto a Yaoundè in occasione del suo primo viaggio apostolico nel continente nero. Deve aver pensato che un duro attacco sull’uso dei profilattici, sferrato ancora prima di atterrare, potesse essere il miglior biglietto da visita con cui presentarsi. Che spazzare via ogni dubbio sulla sua posizione nei confronti della lotta all’Aids, capace di uccidere dal 1980 almeno 25 milioni di africani, fosse la cosa giusta da fare per inaugurare la sua visita in Camerun e in Angola. E così ha pronunciato lE fatidiche frasi: "Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c’è l’anima che sa applicarli, non aiutano. Non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema".Naturalmente, nel testo che compare oggi sul bollettino e sul sito della Santa Sede, Ratzinger afferma: "Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema". Ma la sbobinatura della registrazione in possesso dei giornalisti che hanno viaggiato sull’aereo papale è impietosa. Ed è proprio per colpa di queste parole, e del fatto che le sole alternative offerte dalla Chiesa siano "fedeltà e astinenza", che il Vaticano si trova ora sommerso di critiche da parte di buona parte delle cancellerie europee.La prima a parlare è stata il ministro della Sanità belga Laurette Onkelinx, che si è detta "sorpresa e costernata". Quindi è arrivato un comunicato dalla Germania, la patria del Papa, firmato dalle ministre della Sanità e dello Sviluppo: "I preservativi hanno un ruolo decisivo, salvano la vita in Europa e negli altri continenti. Qualsiasi altro mezzo sarebbe irresponsabile". Ma il più indignato è stato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, che non ha usato giri di parole: "La Francia esprime la sua viva inquietudine per le dichiarazioni di Benedetto XVI – ha dichiarato – Le parole usate dal pontefice mettono in pericolo le politiche anti-Aids".Poi è stato il turno del primo ministro del Lussemburgo e presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker, ”sconvolto e in disaccordo totale con le parole del Papa”, e di Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea ("Sosteniamo la diffusione e l’uso del preservativo per la lotta all’Aids"). La Spagna, invece, ha risposto con i fatti, inviando in Africa un milione di condom. E l’Italia? Il nostro Paese, come spesso succede quando entra in ballo la religione, si è distinto per il poco coraggio. Il responsabile della Farnesina, Franco Frattini, si è limitato a dichiarare: "Non commento le parole del Papa". Tutto qui. Francamente un po’ poco. Deve averla pensata così anche il premier Silvio Berlusconi, che si è dunque affrettato a prendere posizione: "Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo", ha dichiarato alla stampa. Come si suol dire: quando la pezza è peggiore del buco.Tanto più che l’Aids continua a rappresentare un serio problema anche qui da noi. I dati nazionali riguardanti i contagi annuali del virus Hiv sono in continua crescita. E la situazione dell’Emilia-Romagna è una tra le più allarmanti. Rimini è infatti la provincia italiana con la più alta incidenza di nuove infezioni, con più di 14 casi ogni 100.000 abitanti. E non è la sola in regione a presentare cifre da record, dato che al terzo posto c’è Modena.I dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità dicono che le nuove infezioni in Italia sono 5000 ogni anno e la fonte principale di contagio non è più la tossicodipendenza ma, guarda caso, i rapporti sessuali non protetti, sopratutto eterosessuali. Colpa di una crescente disinformazione sulla malattia e di una diminuzione di ricorsi ai test. Ma anche l’incremento degli immigrati provenienti proprio dai Paesi africani, dove l’Aids è una vera epidemia, gioca probabilmente un ruolo rilevante. Dal canto suo, il Servizio sanitario regionale ha varato lo scorso 1° dicembre, giornata mondiale della lotta all’Aids, una campagna di informazione e sensibilizzazione dal titolo "Aids. Rafforziamo le difese". Due sono gli strumenti offerti dall’Emilia-Romagna. Il primo è il numero verde regionale Aids 800 856080, gestito dall’Azienda Usl di Bologna, che fornisce informazioni per prevenire l’infezione e permette di prenotare, gratuitamente e in anonimato, il test HIiv. Il secondo è il sito regionale www.helpaids.it, gestito dalle Aziende sanitarie di Modena, che assicura anche consulenze on line. Il messaggio della campagna informativa si basa sulla consapevolezza che la prevenzione è l’unico mezzo efficace per evitare il contagio e che la diagnosi tempestiva di sieropositività permette, se necessario, di intervenire con la terapia farmacologia per contrastare l’evoluzione in Aids. Allo slogan “In una storia d’amore la tua storia ti accompagna sempre. Tieni fuori l’Aids”, sono accompagnate due raccomandazioni: “Usa il preservativo” e “Se hai avuto rapporti non protetti fai il test Hiv”. Due accorgimenti non condivisi da Benedetto XVI, ma assolutamente sacrosanti.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet