Fumo verde


1 SET 2009 – Un bel po’ di parlamentari del Pdl, tornati dalle vacanze, si sono ritrovati a chiedersi: come è stato possibile che proprio noi abbiamo dichiarato guerra al Vaticano? come è stato possibile che proprio noi stiamo mettendo in discussione il tricolore e l’unità d’Italia? Una pattuglia di questi parlamentari stavano nel Psi di Craxi e almeno loro si ricorderanno le barzellette anni Ottanta (tipo: altoparlante alla stazione di Milano. “I signori socialisti che hanno preso il treno espresso 2415 per Palermo… sono pregati di riportarlo al binario 11”). Per gli altri è un bel risveglio nell’Italia padana.Perché il fumo verde che Gheddafi vorrebbe che le Frecce tricolore lasciassero sui cieli di Tripoli in onore della rivoluzione (e dell’Islam) sull’Italia è calato da tempo. Un fumo verde Lega Nord grazie al quale la maggioranza di governo è riuscita a nascondere tutte le porcherie di quest’anno di governo: dalle leggi razziste, al gioco sporco contro stampa e magistratura, dallo smantellamento della scuola pubblica a quello dello stato sociale, all’assedio al sindacato e l’elenco potrebbe continuare quasi all’infinito.Tra un po’ il Parlamento sarà chiamato nuovamente a discutere di intercettazioni e libertà di stampa. Ricordiamo che la “riforma” voluta da Berlusconi per tutelare se stesso e i suoi dalle inchieste sgradite di stampa e magistratura è stata bloccata (unico provvedimento a subire questa sorte) dal presidente della Repubblica Napolitano. Bloccato, come al solito nell’animo del centrodestra, nella speranza non tanto nascosta di poter poi ripresentare la stessa “porcata” (termine padano per definire la legge elettorale padana) in tempi migliori. Magari quando il Pd fosse stato distratto con la sua eterna campagna elettorale interna (neanche Obama l’ha tirata tanto in lungo per arrivare alla casabianca). Magari quando qualche nuovo spauracchio (le badanti? l’influenza? la crisi economica? cosa si inventeranno stavolta?) fosse arrivato a distrarre un’opinione pubblica già anestetizzata.La volta scorsa i giornalisti italiani proclamarono uno sciopero che per la prima volta nella loro storia non era motivato dall’aumento di stipendio. Speriamo che venga loro in mente di nuovo quella parolina “sciopero”. Non che serva a molto, ma almeno a far sapere per un giorno che c’è una stampa libera. Almeno libera di stare zitta.

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