Fumata nera alla Firem


I sindacati bocciano il piano industriale proposto in regione dalla Firem, l’azienda formiginese che lo scorso agosto ha delocalizzato la produzione in Polonia all’insaputa dei propri dipendenti. Il consulente Silvio Santachiara ha illustrato a sindacati e autorità un progetto per ridare lavoro a 16 persone, delle 40 prima occupate nel capannone di via Quattro passi a Formigine. Capannone che l’azienda ha anche dichiarato di voler vendere per sostenere gli investimenti necessari all’avvio della nuova attività, la produzione di resistenze elettriche di alta gamma, in spazi decisamente più ridotti. I sindacati però non intendono accettare il piano; troppo pochi i posti di lavoro recuperati.

 “L’azienda- dicono- dovrebbe trasferire nel nostro territorio i risparmi ottenuti dalla delocalizzazione, visto che è qui che vengono scaricati i costi sociali dell’operazione”. Intanto 3 dei 4 dipendenti che avevano accettato il trasferimento in Polonia hanno rinunciato. Anche per loro si apre quindi la procedura della cassa integrazione. L’azienda, che al tavolo regionale era rappresentata anche dall’avvocato Barbara Sabellico, ha fatto sapere che ad oggi non ci sono le condizioni economiche per rioccupare tutti i dipendenti. I sindacati hanno quindi chiesto un nuovo incontro.

 

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet