Francesi ai supplementari nella partita Parmalat


PARMA, 23 MAR. 2011 – Mentre Tremonti fa "shopping giuridico" in Francia e Canada per trovare il modo di proteggere l’italianità di Parmalat ed Edison, i francesi di Lactalis sono già in fila alla cassa. Nel carrello hanno fatto incetta di azioni del gruppo di Collecchio. Tra lunedì e martedì si sono aggiudicati per 750 milioni di euro il 15,3 per cento dell’azienda posseduto dai fondi esteri (Skagen, MacKenzie e Zenit). Sommato al 14 che già possedeva, la Lactalis arriva così al 29,5 per cento, ovvero giusto sotto la soglia d’Offerta pubblica dìacquisto.Il governo però ce la mette tutta per infilare bastoni tra le ruote del carrello della spesa di Lactalys. Dal Consiglio dei ministri arriva così il decreto legge che consente alle società quotate di spostare entro fine giugno le assemblee di rinnovo degli organi sociali. Anche se la data è già stata fissata. Quella per le nuove nomine del Cda di Parmalat era prevista il 12,13 e 14 aprile. Ora slitterà a giugno. Per nominare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione Lactalis dovrà dunque aspettare ancora un paio di mesi.La partita per aggudicarsi la Parmalat va dunque ai supplementari. Piazza Affari se ne accorge e dopo i cali di ieri il titolo torna a rialzarsi. A sperare che sia possibile fare ancora qualcosa per anestetizzare le mire francesi, sono gli allevatori. I produttori di latte hanno paura che una volta in mano ai nuovi padroni d’oltralpe, la materia prima per yogurt e altri prodotti Parmalat diventi di provenienza francese. Lactalis, però, smentisce tale intenzione. E in effetti è vero, ad esempio, che quando Galbani è passata nelle sue mani non vi sono stati cambi di fornitori di questo tipo.

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