Forti segnali di ripresa


E’ presto per parlare di ripresa, ma per l’economia regionale ci sono segnali positivi per una inversione di tendenza. Secondo i dati raccolti da Unioncamere Emilia Romagna, Confindustria e Intesa San Paolo, relativi all’andamento delle piccole e medie imprese manifatturiere del territorio nel secondo trimestre dell’anno, produzione e fatturato sono cresciuti del 2,3%, rispetto allo stesso periodo del 2014. Anche la domanda ha registrato un aumento dell’1,4%. Stando ai numeri, sono andate meglio le aziende strutturate, più grandi e più orientate all’export. Finalmente una inversione di tendenza in Emilia-Romagna. Dopo una pesante recessione durata tre anni, si vedono chiari segnali di risveglio, che potrebbero preludere a una fase di crescita duratura. Salgono produzione, vendite, ordini, e non mancano riflessi positivi sull’occupazione. L’Emilia-Romagna mostra sempre un differenziale positivo rispetto al resto del Paese di qualche punto decimale: questo consentirà di crescere dell’uno per cento nell’anno in corso, stima che potrebbe anche essere rivista al rialzo. Sarà ancora il comparto manifatturiero a trainare l’economia regionale nel prossimo biennio: nel 2015 la crescita dell’industria sarà di poco inferiore al 2 per cento, nel 2016 sfiorerà il 3 per cento. Anche per gli ammortizzatori sociali, nei primi sette mesi del 2015 le ore autorizzate, tra ordinaria, straordinaria e in deroga, sono molto diminuite rispetto a un anno prima (-34 per cento).

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