Fornitori Coop a basse emissioni


In collaborazione con Consumatori Meno CO2 emessa per chilo di prodotto, diminuzione in cifre assolute di circa 33mila tonnellate di gas serra. Sono i risultati del patto tra Coop e i suoi fornitori, sancito nell’ambito degli obiettivi di riduzione delle emissioni definiti dal protocollo di Kyoto. Non a caso l’iniziativa si chiama proprio “Coop for Kyoto”. “Abbiamo dimostrato – spiega Maurizio Zucchi, direttore qualità Coop Italia – che ridurre le emissioni è possibile, in particolare valorizzando la leva economica, oltre a quella ambientale. Insomma, abbiamo cominciato a far comprendere che consumare meno significa fare del bene all’ambiente ma – in certi casi – anche risparmiare sui costi”. Zucchi, quale è l’asse portante di questo programma? Si tratta di una iniziativa senza precedenti, che prevede anzitutto l’adesione volontaria dei fornitori dei nostri prodotti a marchio a obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sanciti dal protocollo di Kyoto, tramite l’adozione di azioni mirate alla riduzione dei consumi energetici. Quali sono state le tappe di questo percorso? Nell’autunno del 2006 è stato inviato ai fornitori un questionario per indagare su quali attività eventualmente già svolgessero per risparmiare energia, nonché sulla disponibilità ad aderire a un progetto Coop sull’argomento. A quel tempo, l’85% dei fornitori dichiarò di non avere in atto iniziative di riduzione delle emissioni di gas serra e il 66% si disse disponibile ad aderire a un progetto Coop in tal senso. A quel punto è partito un primo monitoraggio sui consumi energetici nel triennio 2006-2006, associato alla sensibilizzazione sull’avvio di iniziative volte all’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni. Nel settembre del 2007 sono state trasmesse ai fornitori coinvolti le elaborazioni dei dati sul triennio, organizzati in tre indici di consumo: quello della propria azienda, quello del settore e quello complessivo. Insomma, i dati sono stati organizzati per consentire di valutare la propria performance ambientale rispetto ad altre imprese simili. E successivamente a questa prima misurazione? Al fine di incentivare pratiche industriali volte al risparmio energetico, Coop – primo caso al mondo – ha consegnato ai fornitori aderenti al programma una serie di linee guida relative a interventi impiantistici e gestionali. Per intenderci stiamo parlando di 101 stabilimenti tutti italiani, di cui 89 alimentari, 12 del settore della detergenza e della carta. Dopodiché è stata effettuata una seconda misurazione relativa all’anno 2007. Queste nuove rilevazioni sono state elaborate nel corso della primaveraestate di quest’anno e, come le prime sono state validate da soggetti terzi. Ma un minor consumo potrebbe anche essere il risultato di un calo della produzione? È proprio questa la novità che intendiamo trasmettere ai nostri fornitori: se un’azienda è virtuosa, pur producendo di più può contrastare o addirittura annullare l’incremento di consumi energetici. Le nostre rilevazioni, poi, sono fatte in modo che l’indicatore consente di escludere dal novero delle aziende virtuose quelle che hanno ridotto i consumi di energia o le emissioni solo per effetto del calo delle produzioni. Con quali risultati? L’efficienza è migliorata nel corso degli anni: l’indice medio complessivo è infatti passato da 0,157 chili di CO2 emessa per chilo di prodotto nel 2004 a 0,147 nel 2007, con un calo del 6,37%. Il dato in calo è tuttavia una media di comportamenti divergenti: il 67% degli stabilimenti ha migliorato l’efficienza. Il 33% invece l’ha peggiorata, alcuni in maniera lieve, altri in maniera sensibile. Il secondo parametro preso in esame dalle nostre rilevazioni è rappresentato dalle emissioni assolute di CO2, anche queste in calo: dalle 780mila tonnellate del 2004 alle 750mila del 2007, con un risparmio del 3,6%. Ben 18.530 tonnellate sono state risparmiate nel corso del 2007, il primo anno del progetto “Coop for Kyoto”. Ciò corrisponde alle emissioni di un anno di 6.621 auto che percorrono 30mila km o alla combustione di oltre 9 milioni di metri cubi di gas naturale. Come se 1.000 famiglie italiane rinunciassero all’energia elettrica per circa 12 anni. Per compensare queste emissioni sarebbe stata necessaria una foresta di oltre 26mila alberi! Buoni risultati che ci spingono ad andare avanti: vogliamo estendere il numero di aziende coinvolte e intervenire su quelle meno virtuose, fornendo loro adeguato supporto tecnico per migliorare.© 2008 Consumatori – il mensile dei soci Coop

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