Formula 1: squalificato Hamilton


SEPANG (MALAYSIA), 2 APR. 2009 – A Melbourne la McLaren avrebbe mentito e per questo la Fia squalifica Hanilton e gli toglie il terzo posto. Sul podio ormai virtuale sale Jarno Trulli. Ma adesso è tutto il grande “circo” della Formula 1 a scricchiolare.L’incertezza delle regole, con arbitri che prima prendono una decisione, poi la cambiano e dopo pochi giorni magari ci ripensano. Più che lo spettacolo, a dominare in Formula 1 – che in Malaysia è al suo secondo appuntamento – è l’insicurezza dei risultati ottenuti in pista con la conseguente perdita di credibilità di un “baraccone” che sembra somigliare più a quello dei clown che a quello della velocità. E il terzo posto di Melbourne riconquistato da Trulli ne è solo l’ultimo esempio: dopo la storia dei diffusori, il contro-ricorso della Williams e la squalifica della Toyota in Australia per l’alettone irregolare, ecco la McLaren e il suo campione del mondo che non dicono il vero.A ridare il podio al pilota abruzzese (cancellando dall’ordine d’arrivo Hamilton e la sua vettura) sono state le ulteriori prove su quanto accaduto nel finale del Gran Premio d’Australia conclusosi in regime di safety-car per l’incidente tra la Red-Bull di Sebastian Vettel e la Bmw di Robert Kubica. La Fia ha così riconosciuto che non era stato Trulli a superare Hamilton, ma l’inglese della McLaren a rallentare troppo costringendo il pilota Toyota a passarlo. Secondo la Federazione sia Hamilton che la McLaren hanno mentito "agendo in modo pregiudiziale per lo svolgimento dell’evento e fornendo prove che deliberatamente hanno fuorviato i commissari" nel dopo gara in Australia. "Giustizia è fatta – ha commentato Trulli – Devo ringraziare la Fia, che non sempre riconsidera le proprie valutazioni. Immagino sia stato difficile per loro, però hanno avuto il buon senso di analizzare di nuovo i dati e di vedere che io non ho mai mentito". Parlando con i giornalisti nel Paddock del circuito di Sepang l’abruzzese ricostruisce così la sua versione dei fatti: "Hamilton era davanti a me nel caso incriminato tra la curva 4 e la curva 5. Ha chiaramente ridotto la velocità e si è portato sul lato estremo opposto del circuito rallentando la macchina di molto, tanto è vero che quando l’ho sorpassato viaggiavamo ad 80 chilometri orari. Questo è riportato anche dalla telemetria che oggi abbiamo presentato alla Federazione. Personalmente ho pensato che Hamilton in quel momento avesse un problema"."Il regolamento dice che se la macchina davanti a te non riesce ad avere una andatura adeguata per stare dietro alla safety-car e rallenta vistosamente, allora si ha la possibilità di sorpassare. Appunto quel che è successo. Ci sono tutte le evidenze. In più ci sono chiare registrazioni che confermano la mia tesi. Oggi non hanno fatto altro che riascoltarmi perché la Federazione aveva delle prove più evidenti, nelle quali si chiarisce che io non ho infranto il regolamento, questo è sicuro. La Federazione – conclude Trulli – ha avuto buon senso. Hanno capito che il caso era talmente grave da meritare di essere riconsiderato. C’erano le prove che io non ho infranto il regolamento".

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