Formula 1: dopo il no della Ferrari, anche la Renault di Briatore minaccia forfait


ROMA, 14 MAG. 2009 – O si cambia o "ce ne andiamo anche noi". Dopo l’annuncio choc della Ferrari, anche la Renault ha messo nero su bianco l’addio al mondiale 2010: se la Fia non farà retromarcia sulla vicenda del tetto al budget la scuderia francese si ritirerà dal campionato di Formula 1 del prossimo anno.La decisione è affidata alle parole del team principal, Flavio Briatore, che non lascia margini di manovra alla Fia: "Se le decisioni del Consiglio Mondiale del 29 aprile non saranno riviste, non avremo altra scelta che lasciare il Mondiale di F1 alla fine del 2009". La posizione assunta prima dalla Ferrari e ora anche dalla Renault sintetizza quella di quasi tutti i team riuniti nella Fota. "La nostra speranza – aggiunge Briatore – è ridurre i costi e mantenere gli alti livelli che fanno della Formula 1 uno dei marchi più prestigiosi sul mercato. Noi vogliamo migliorare questo in modo coordinato, ma rifiutiamo di accettare decisioni unilaterali da parte della Fia. E’ frustrante – rincara Briatore – che le proposte costruttive della Fota, l’associazione che rappresenta i team di Formula 1, incluse quelle relative ad una riduzione progressiva dei costi tra il 2009 e il 2012 impostate di comune accordo tra i team, siano state ignorate completamente senza nessun tipo di consultazione tra la Fia e i team".La Renault – sottolinea il presidente del team francese Bernard Rey – "ha sempre considerato la Formula 1 come il massimo degli sport motoristici e come il palcoscenico perfetto per mostrare le eccellenze tecniche. Noi resteremo nel mondo dello sport, ma non possiamo sentirci coinvolti in un Mondiale con due differenti livelli di regole. Se queste regole entreranno in vigore, saremo costretti a chiamarci fuori alla fine di questa stagione". Meno allineata a decisioni drastiche e convinta che alla fine una soluzione si potrà trovare è la Mercedes Motor Sport che fornisce i motori alla McLaren, ma anche al team leader del mondiale Brawn Gp. "Vogliamo trovare una soluzione comune, e faremo di tutto per trovare in maniera corretta e coordinata questa soluzione. Tutte le squadre – aggiunge Haug – erano d’accordo sul fatto che non potevano esserci due regolamenti".Haug ha poi ammesso che la minaccia di addio della Ferrari è molto seria: "Ne sono convinto per aver parlato con Montezemolo e Domenicali. La Ferrari non farebbe un annuncio del genere dopo 60 anni di permanenza nella Formula 1 senza avere le sue ragioni". Intanto la Ferrari continua a incassare la solidarietà di tutto il mondo dei motori: l’Aci e la Commissione Sportiva Automobilistica Italiana auspicano infatti che si arrivi ad una soluzione evitando una rottura definitiva con la Fia. "Un campionato di Formula 1 senza la Ferrari sarebbe inimmaginabile e cosa molto diversa, priva di attrattività passionale e sportiva rispetto al campionato attuale", ha scritto il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, in una lettera inviata al presidente della FIA, Max Mosley. In attesa del faccia a faccia con il grande capo della federazione prima del gp di Montecarlo, le scuderie hanno deciso per la linea dura.

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