Forlì, non dà tregua la ‘tremarella’ dell’Appennino


BAGNO DI ROMAGNA (FC), 8 giu. 2011 – Quindici giorni in compagnia dei tremori. Ci stanno facendo l’abitudine gli abitanti dell’Appennino tosco romagnolo allo sciame sismico che non vuole sapere di andarsene. Dopo tre giorni di pausa, la terra ha tornato a tremare. Alle dieci di questa mattina tra i comuni di San Pietro in Bagno, Verghereto e Santa Sofia è stata registrata una scossa di magnitudo 2.7. Mentre ieri sera si sono avute quattro scosse nel giro di un’ora, tra le 18.40 e le 19.40. Allo stesso tempo continuano a non pervenire segnalazioni di danni a persone e cose. Fatta eccezione per due edifici ora resi inagibili (uno è un palazzo del settecento, sede della Comunità montana, a Bagno).Per tranquillizzare la popolazione le amministrazioni dei tre comuni stanno dando da farsi. In programma ci sono incontri con ingegneri della protezioni civile e tecnici della Commissione grandi rischi. Momenti necessari principalmente a distendere gli animi. E soprattutto a contrastare voci che annunciano per venerdì 10 una grossa scossa. Il copione che si annuncia con tutta probabilità sarà una replica di quanto accaduto a Roma col terremoto fantasma dell’11 maggio. Anche se c’è da dire che in passato la zona del Montefeltro non è stata esente da grandi sismi. Uno grosso si è verificato nel 1584, provocando danni gravissimi. E conseguenze significative ci furono anche per terremoti nel 1768 e nel 1918.Lo sciame sismico di queste settimane ha avuto due giornate di fuoco, il 25 maggio, con 115 terremoti registrati, e il 4 giugno, quando si è arrivati a quota 170. In entrambe le date molte persone hanno preferito passare la notte in macchina.

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