Forlì-Cesena, nel 2013 fallite 78 aziende


Sono state 78 le imprese di Forlì-Cesena fallite nel corso del 2013: è “la cifra più alta degli ultimi quattro anni, se si esclude il 2011” che vide un “boom di 81 cessazioni di attività”. Nel 2010 se ne contarono 72 e 75 due anni dopo. Le cifre, provenienti dal Tribunale di Forlì, sono messe in evidenza dalla Cisal che sottolinea però come possano risultare addirittura parziali “perchè all’interno di molte società si contano vari soci che falliscono anche a titolo individuale”.

Ad ogni modo, la media forlivese “è elevatissima anche su scala regionale se si conta che – ultimi dati del 2011 – in Emilia-Romagna sono fallite 899 imprese, ovvero 20,9 ogni 10.000 aziende attive sul territorio regionale. Un’incidenza che colloca la nostra regione al nono posto della classifica nazionale”. In particolare, il segretario Cisal Emilia-Romagna e di Forlì-Cesena, Salvatore Malerba, evidenzia che il dato provinciale “si colloca leggermente al di sotto della media nazionale che registra 21,9 fallimenti ogni 10.000 aziende e in media con i tassi del Nord Est e inoltre l’aumento dei fallimenti non risparmia nessun settore di attività nella nostra provincia”.

Negli ultimi anni, dice Malerba, si è parlato dei fallimenti di Sapro e Seaf, “ma si dovrebbe guardare con più attenzione al tessuto economico locale costituito per lo più di piccole e medie imprese”, anche perchè “quasi un fallimento su tre è stato causato dai ritardi nei pagamenti spettanti alle aziende”. La Cisal sollecita quindi “provvedimenti urgenti” da parte degli enti locali, dalle associazioni imprenditoriali e dalle fondazioni bancarie, impegnandosi dal canto suo a segnalare ogni “stortura del sistema od ogni limitazione dei diritti dei lavoratori”.

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