Food innovation program guarda all’Emilia Romagna


Dal 22 al 26 giugno 2015 sarà in Italia una delegazione di esperti di Institute for the Future (IFTF) di Palo Alto, California, tra i promotori del master internazionale Food Innovation Program (FIP), insieme a Università di Modena e Reggio Emilia e Future Food Institute di Bologna. Tra i vari progetti che verranno presentati durante questa settimana dedicata a cibo e innovazione, con un particolare focus sull’Emilia-Romagna, il Lab Local Dynamics of Global Change che intende mappare in modo collaborativo l’innovazione all’interno dell’ecosistema emiliano romagnolo e la sua influenza globale come epicentro di innovazione cibo. La ricerca, parte integrante dell’agenda 2015 Food Lab Research di IFTF, verrà pubblicata e lanciata a livello internazionale e presentata durante l’annual summit di IFTF a Bruxelles. L’Emilia-Romagna è una delle regioni più note a livello mondiale per le sue eccellenze gastronomiche, ma altrettanto all’avanguardia anche sui temi della produzione, del packaging e dei servizi toccando tutta la filiera alimentare; integra profonda tradizione e pratica, innovazione e design. Eppure, di fronte alla globalizzazione, il cambiamento climatico e diffusi problemi di salute, come saprà la regione ri-immaginare il futuro del cibo? Di quali vincoli e risorse saprà disporre? In che modo queste sfide potranno portare innovazione per la regione e soprattutto impattare il sistema alimentare globale? La Regione Emilia-Romagna ha messo in atto una strategia per fare di Expo Milano 2015 una grande occasione di crescita del sistema produttivo e di lancio di iniziative strategiche di lungo periodo. La filiera agroindustriale regionale, e soprattutto le tecnologie alimentari, la meccanica agricola, il packaging alimentare, la catena del freddo e la logistica alimentare, costituiscono uno dei punti più avanzati del sistema produttivo dell’Emilia Romagna. Fondamentale spingere sull’internazionalizzazione, aggredendo nuovi mercati e consolidando quelli in cui siamo già presenti. Tali attività possono avere successo se le imprese si alleano in questa strategia e si muovono a livello internazionale come un eco-sistema coeso e integrato, di vero e proprio food design di sistema, dalla produzione agricola, a quella alimentare, alla meccanica, alle tecnologie, alla formazione, ricerca e innovazione.  (Foto Paolo Barone)

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