Food, il falso vale 15 miliardi


Ammonta a 15,4 miliardi di euro il fatturato del crimine alimentare del falso cibo. E’ quanto emerso dal convegno ‘Essere italiani o sembrare italiani: Italian sounding e tutela del made in Italy’, organizzato da Coldiretti all’Expo di Milano e puntato su un comportamento illegale che “investe ambiti complessi e articolati nelle attività di produzione e distribuzione dei cibi con un impatto
rilevante sull’economia, sull’ambiente e sulla salute”. Il consesso, cui hanno preso parte, tra gli altri, Mauro Tonello, presidente di Coldiretti Emilia Romagna e Gian Carlo Caselli, ha messo in luce – spiega una nota della Coldiretti Emilia-Romagna – come il settore agroalimentare, “richieda un
sistema di tutele specifico, non limitato ai casi di contraffazione dei marchi o dei segni esteriori che individuano e distinguono il prodotto sul mercato, ma che sia esteso al valore in sé dell’alimento, con il fine di tutelare non solo la lealtà degli scambi commerciali quanto, piuttosto, la libertà di
scelta del consumatore”. Nel corso dell’incontro milanese, Caselli ha annunciato che la commissione per la riforma dei reati agroalimentari presenterà proprio ad Expo, il 10 ottobre prossimo, una articolata proposta di riforma dei reati nel settore agroalimentare. “Una importante novità – ha detto – è che si vorrebbe inserire la nuova normativa nel codice penale, un nuovo
titolo contro le irregolarità nell’agroalimentare contro la salute e la sicurezza dei cittadini”

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