Fondi per la depurazione, si parte da Rimini


Gli investimenti nazionali del 2014 per la depurazione partiranno da Rimini. Lo assicura il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, a margine questa mattina dell’inaugurazione di “Ecomondo” e della seconda edizione degli Stati generali della green economy a Rimini Fiera. Il ministro, anche oggi al fianco del sindaco di Rimini Andrea Gnassi e del deputato del Pd riminese Emma Petitti, conferma di seguire con attenzione il piano della salvaguardia della balneazione ottimizzato che il Comune di Rimini ha lanciato con Hera nei mesi scorsi per ridurre gli scarichi a mare.

“Ci sono nuove risorse nella legge di stabilità e Rimini è una delle priorità che seguiremo, anzi è uno dei principali luoghi di attenzione. Perchè credo – sottolinea Orlando – che investire qui nella depurazione abbia un valore non solo ambientale ma anche economico di grande rilevanza”. Esiste già una dotazione specifica di fondi per l’area riminese? “Ne parleremo col sindaco all’indomani dell’approvazione della Legge di stabilità. Gli investimenti per il 2014 partiranno da Rimini”, promette Orlando.

Ieri il ministro Pd aveva spiegato che per un piano di riqualificazione del sistema fognario come quello riminese c’è la possibilità di attingere ai fondi del Cipe e alla nuova programmazione dei fondi europei: inoltre, con la Legge di stabilità ora in discussione al Senato, nello stato di previsione del ministero dell’Ambiente esiste un fondo apposito da assegnare in coordinamento con la conferenza unificata Stato-Regioni, città e autonomie locali. Il tutto con una dotazione di 10 milioni di euro per l’esercizio 2014, 30 milioni per il 2015 e 50 milioni per il 2016. L’obiettivo è finanziare, a livello nazionale, un piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica, finalizzato soprattutto a potenziare la capacita” di depurazione dei reflui urbani.

Inaugurando la diciassettesima edizione di Ecomondo, Orlando ha detto anche che la “coscienza ambientale da fattore d’élite è diventata un fattore di progresso, di riqualificazione del sistema economico. Ora il tema è come trasformare la sfida ambientale in una sfida collettiva”, capace di coinvolgere economia e società “partendo dal basso”. Quello della “sostenibilità – ha proseguito – non può essere solo un tema per anime belle: c’è bisogno di partecipazione da parte dell’economia, della società. Si può sempre fare di più, ci sono dei segnali di attenzione che mi auguro, nella conversione, si concretizzino”.

E a chi gli chiedeva un commento sulla Legge di Stabilità in tema di sostegno all’economia verde ha risposto: “Il modo di leggere la Legge di Stabilità – ha proseguito nella risposta – non è tanto quello delle nuove poste per gli investimenti ma della capacità di spesa che è riconosciuta alle autonomie locali. E’ giusto reperire nuove risorse – ha chiosato – ma è fondamentale che possano essere concretamente spese” quelle a disposizione.

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