Fondazione Manodori, non c’è due senza tre


© Telereggio1 OTT 2009 – Non c’è due senza tre. Il presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi ha già riconvocato il Consiglio generale per il pomeriggio del 2 ottobre, dopo le due sedute del 24 e del 30 settembre in cui è mancato il numero legale. La spaccatura interna al consiglio sembra per ora insanabile: da una parte il presidente e sei consiglieri che vorrebbero nominare il tredicesimo membro dell’organismo per ottenere una maggioranza sufficiente a governare da soli la Fondazione; dall’altra sei consiglieri che avanzano dubbi di legittimità sugli atti e le nomine di questi ultimi mesi, e chiedono una verifica legale super partes.In questo braccio di ferro si inserisce il Vescovo di Reggio Emilia Adriano Caprioli (foto), con una lettera pubblica che invita al dialogo per il bene comune. Caprioli si rivolge in particolare ai membri cattolici del Consiglio della Fondazione: ‘Sarebbe avvilente prendere atto, dice, che nessuno dei protagonisti è capace di un gesto generoso per una soluzione dignitosa. E sarebbe triste vedere la Fondazione commissariata per incapacità di intese allargate’.Prove di dialogo e di collaborazione però in Fondazione per ora non si vedono. I sei consiglieri che sostengono il presidente Borghi intervengono dicendo che il consiglio generale è sovrano nel valutare i curriculum dei membri designati, e nessuno prima aveva avuto nulla da dire sugli eletti. Poi accusano i sei consiglieri di minoranza di creare ritardi e problemi al lavoro della Fondazione facendo saltare le sedute.Nessuna risposta di merito sui dubbi relativi ai requisiti di eleggibilità del consigliere Simonini e sulla richiesta di una commissione di esperti legali in materia. Domani i sei si riuniranno di nuovo, e di nuovo la seduta sarà nulla per l’assenza degli altri. E’ un dialogo tra sordi, cattolici o laici che siano.

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