Follie xenofobe: “corsi di bici per arabe”


REGGIO EMILIA, 29 LUG 2009 – "Un corso di bici per arabe”. Già detta (e scritta) così è una frase che gronda razzismo. Le “arabe” chi sarebbero? Le immigrate dal Maghreb? Le immigrate musulmane? Testimonianza dell’ignoranza di chi l’ha detta e dell’ignoranza di chi l’ha usata per farne titoli di giornale. Ma l’effetto (devastante) già lo sentiamo al solito bar: “Adesso agli arabi paghiamo pure il corso per andare in bicicletta!”. Alle arabe, signora, non agli arabi che sono una categoria ancora diversa…Tutto nasce dall’interpellanza di un consigliere circoscrizionale del centrodestra, tale Luca Vezzani, che cita alcune voci di bilancio bollandole come “scandalose”, anche se poi (il solito giochetto del tira il sasso e nascondi la mano) aggiunge che le spese sono di modesto importo. E poi fa una tirata su sua nonna che è nata vicino a Felina, quindi in montagna e alla quale nessuno ha insegnato ad andare in bici quando è scesa in pianura, se non i propri nipoti. Insomma lo scandalo sta nel fatto che il mondo è andato avanti, che oggi si investe sulla mobilità sostenibile e sull’integrazione culturale. Ci scusi Vezzani se il mondo continua a girare anche se lui vorrebbe stare fermo ai tempi di sua nonna.Ma per capire di cosa stiamo veramente parlando il lettore può vedere questo video realizzato da Telereggio per la serie “I reggiani, per esempio”.

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