fo 215/12/2011 FERRETTI YACHT- forse c’è la soluzione “cinese”


FORLì 15 DICEMBRE Una piccola quota al fondatore, il bolognese Norberto Ferretti , idem al management (l’ad Galeone in testa) poi quote ridotte per gli attuali azionisti – creditori e dominio dei “cinesi”. Questa è la soluzione che si prospetta per il Ferretti group /yancht di lusso. Il prezzo da pagare per non portare i libri in Tribunale.La conglomerata asiatica Shandong Heavy Industry Group (Shig), che già a inizio autunno aveva corteggiato Ferretti, ha trovato l’accordo con Rbs, il gigante finanziario britannico che è tra i principali creditori e che rappresentava l’ultimo ostacolo. Shandong – sollecitata anche da Mediobanca – aveva già trovato l’intesa con gli altri due principali creditori, cioè il fondo californiano Oaktree e l’hedge fund newyorkese Strategic Value Partners. Il gruppo cinese, assistito dai consulenti di Citigroup e dallo studio legale Bonelli Erede Pappalardo, ha sistemato l’ultima casella che le mancava, quella di Rbs. Alla fine del piano ne uscirà una Ferretti risanata dove la conglomerata asiatica avrà tra il 70-75% della compagine e dove soci di minoranza saranno Rbs e Svp con una piccola quota anche all’attuale management.Il piano di salvataggio è tuttavia subordinato all’approvazione della procedura di 182 della legge fallimentare da parte del Tribunale: meccanismo che ha anche bisogno del via libera di almeno il 75% dei creditori.

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