“Flying away” su un tappeto dalle carceri brasiliane


REGGIO EMILIA, 6 MAR. 2010 – Un gioco: salire su un semplice tappeto giallo e immaginare che sia un tappeto volare con cui alzarsi in aria chiudendo semplicemente gli occhi e concentrandosi sui propri sogni. E’la richiesta giovane fotografa Elena Givone ha fatto ai giovani ospiti della Fattoria Condivisione e delle carceri minorili di Salvador de Bahia, in Brasile. Un ambizioso progetto artistico culminato in "Flying Away", la mostra evento – promossa da Reggio Terzo Mondo, Comune di Reggio e Diocesi e curata da Daniele De Luigi – che è stata inaugurata ieri, venerdì 5 marzo, a Reggio Emilia, nei suggestivi spazi della Chiesa dei Santi Agata e Carlo.Flying Away nasce dall’esigenza di regalare l’opportunità di sognare a quei ragazzi che, talvolta per necessità o per mancanza di condizioni, si trovano impossibilitati a farlo: sognare fino ad essere in grado di poter volare, accedere finalmente a quella libertà perduta o forse mai posseduta. Elena Givone ha fotografato quegli attimi di grande intensità raccontando non solo i luoghi e i volti ma, soprattutto, le emozioni invisibili.Nata a Torino nel 1979, la Givone vive e lavora tra la sua città natale ed Amsterdam. E’ durante gli studi in scienze internazionali e diplomatiche che ha avuto la possibilità di approfondire il suo interesse per la fotografia, grazie all’incontro con la sociologia visuale e con il Professor Luigi Gariglio, fotografo al quale ha fatto da assistente per diversi anni.Nel 2006 si è diplomata a pieni voti allo IED di Torino (dove studiava grazie ad una borsa di studio), e nello stesso anno si è aggiudicata il premio “Attenzione Nuovo Talento Fotografico FNAC” con il progetto “PAZI MINE- Sarajevo 2006”. Nel 2007, poi, si è specializzata alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, Università d’Arte, dipartimento di Fotografia. Il suo legame con il Brasile è nato nel 2008, quando il Museo di Arte Contemporanea di Florianopolis ha ospitato una sua Mostra personale a seguito della vincita del premio “Moovin’ Up” patrocinato dal Gai (Giovani Artisti Italiani). Nel paese sudamericano ha poi svolto per alcuni mesi i suoi progetti di ricerca personale, tra i quali il progetto “Flying Away” cominciato tra le strade di Madrid nel 2007. Nel frattempo ha cominciato ad insegnare a giovani universitari e parallelamente a giovani di una tribù indigena gli usi e le tecniche del mezzo fotografico con il workshop “La fotografia come arte”. Nel 2009, grazie all’ONG Reggio Terzo Mondo, si è recata a Salvador de Bahia, dove ha deciso di proseguire il suo progetto Flying Away con i giovani residenti nelle case di detenzione minorili e con quelli che partecipano al progetto Fattoria Condivisione. Quest’ultima realtà è nata nel 2006 proprio per offrire ai ragazzi in conflitto con la legge percorsi di recupero che favoriscano il loro reinserimento positivo nella società, sopperendo alla mancanza di misure socio-educative alternative al carcere. Le fotografie di Elena Givone hanno permesso a Reggio Terzo Mondo, anche solo per un poco, di rendersi partecipe del loro mondo interiore offrendo orizzonti di speranza ai ragazzi nella convinzione che, senza la capacità di sognare, non sia possibile costruire un futuro diverso. All’interno del programma della mostra – che resterà aperta fino al 5 aprile – si terrà, domenica 21 marzo alle ore 17.00 presso la Gabella di via Roma, una serata di proiezione di alcuni documentari per presentare, da diverse prospettive, una realtà così ricca e plurale come quella brasiliana. La serata è realizzata in collaborazione con l’associazione Ya Basta!onlus Reggio Emilia e Terra di Tutti Film Festival. Per informazioni, si può consultare il sito www.reggioterzomondo.org o telefonare al numero 0522.514205.

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