Unindustria incontro sull’economia iraniana del post-sanzioni tra crisi e rinascita. Appuntamento domattina


reggio emilia 6 febbraio 2018 Si terrà domani alle ore 11 presso la sede di Unindustria Reggio Emilia (via Toschi 30/a) l’incontro “Iran 2018: l’economia del post-sanzioni tra crisi e rinascita”.
Parteciperanno gli esperti Pierluigi D’Agata, Direttore della Camera di Commercio Bilaterale Italia-Iran, l’avvocato Antonio de Capoa, esperto di diritto del commercio internazionale con studio in Iran da 20 anni e Gian Luca Baldoni della Regione Emilia-Romagna.

“Unindustria Reggio Emilia, per il terzo anno consecutivo, insieme al Sistema Confindustria Emilia-Romagna e grazie ad un cofinanziamento e alla collaborazione della Regione, promuove un progetto di promozione per le imprese emiliano-romagnole, in particolare quelle del settore della meccanica agricola e automotive, in Iran – spiega Paolo Bucchi, Vicepresidente delegato per l’Internazionalizzazione – Questo incontro permetterà di valutare ed impostare con le imprese alcuni step progettuali che prevedono abbattimenti di costo grazie al finanziamento regionale e al contributo dell’Associazione, tra i quali la scelta di un consulente per realizzare percorsi di internazionalizzazione appropriati in Iran, eventuali missioni nel Paese per incontrare potenziali partner qualificati ed l’organizzazione di un incoming di operatori e buyers in occasione di Eima 2018 a Bologna”.

La rimozione di molte sanzioni internazionali contro l’Iran si è tradotta in un volano per l’economia iraniana, uscita dalla recessione e con un Pil che nel 2018 e nel 2019 dovrebbe crescere di più del 4%. Molti progetti e le missioni internazionali nel Paese, comprese quelle di imprenditori reggiani che sono pionieri nel paese già da tre anni, ma al di là delle intenzioni e degli accordi di intesa, le compagnie rimangono prudenti e il denaro non arriva: il rilancio del Paese non ha soddisfatto le aspettative del mercato straniero e lo slancio di molti è rimasto inappagato e deluso, nonostante tutti siano concordi sul fatto che non ci sia mercato al mondo così appetibile, con un business stimato intorno ai 400-500 miliardi di dollari per le imprese.

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