UNICREDIT: AUMENTO DI CAPITALE OK MA LE FONDAZIONI EMILIANE ?


BOLOGNA 24 FEBBRAIO 2017 UniCredit ha fatto centro. Ieri si è conclusa la fase principale dell’aumento, e per arrivare ai 13 miliardi richiesti al mercato mancano all’appello solo 30 milioni. Nel dettaglio, ha comunicato in serata la banca, nel periodo di offerta sono stati esercitati 616.559.900 diritti di opzione e, quindi, sottoscritte 1.603.055.740 nuove azioni, pari al 99,8% del totale delle nuove azioni offerte. Strada tutta in discesa, ormai: i diritti non esercitati, pari a 1.469.645 unità, saranno offerti in Borsa da lunedì al 3 marzo prossimi, salvo (probabile) chiusura anticipata dell’offerta. Come si diceva, lo 0,2% di nuove azioni non sottoscritto ha un controvalore di poco superiore a 30,9 milioni.
Una volta riaperti i termini per i diritti non esercitati, i diritti acquistati potranno essere utilizzati per la sottoscrizione, al prezzo di 8,09 euro per ciascuna nuova azione, di 13 nuove azioni ordinarie ogni cinque diritti acquistati. Come si spiega in una nota, l’esercizio dei diritti acquistati nell’ambito dell’offerta in Borsa e conseguentemente la sottoscrizione delle nuove azioni dovranno essere effettuati, a pena di decadenza, entro e non oltre il 6 marzo 2017, con pari valuta, presso gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli, salvo il caso in cui l’offerta in Borsa si chiuda anticipatamente, a seguito della vendita di tutti i Diritti offerti nelle sedute del 27 o del 28 febbraio 2017.
Il ruolo e il peso degli azionisti emiliano romagnoli, privati e fondazioni, si vedrà solo a giochi fatti ma nel complesso la possibilità che le fondazioni: Carimonte (modena e bologna) e Manodori (Reggio Emilia) scendano sotto il 2% di peso complessivo c’è nonostante una sostanziale adesione all’aumento di capitale.
Si vedrà a operazione conclusa.

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