TREVI: IL CDA RINVIA L’ESAME DELLA TRIMESTRALE/ MALE IN BORSA


CESENA 15 NOVEMBRE 2017 Il cda di Trevi ha rinviato l’approvazione del bilancio del terzo trimestre. Il board, informa una nota, ha in particolare preso atto delle incertezze circa l’esito delle negoziazioni in corso con le banche per la definizione e sottoscrizione dell’accordo di standstill che inducono a ritenere non imminente la stipula dell’intesa stessa. Lo slittamento della firma dello standstill richiedera’ l’estensione del relativo termine di durata, la cui scadenza in base alle intese finora raggiunte sarebbe stata prevista per il 31 dicembre. Di conseguenza il Cda ha deliberato di riunirsi di nuovo entro la fine di dicembre per riesaminare il rendiconto intermedio dei primi nove mesi di quest’anno, ma la data esatta non e’ stata ancora comunicata al mercato. In ogni caso, ha sottolineato ancora il gruppo guidato dall’ad Stefano Trevisani, il cda ha preso atto dei risultati dell’attivita’ gestionale al 30 settembre, “i quali segnano sensibili scostamenti rispetto a quanto assunto in sede di previsioni del corrispondente periodo relativamente alle principali voci di conto economico e della posizione finanziaria netta”. In particolare, a fine settembre la posizione finanziaria netta della societa’ e’ risultata negativa per 41,2 milioni di euro, rispetto ai -16,2 milioni di euro di fine 2016. A livello di gruppo tale voce ammonta al 30 settembre a -600,3 milioni di euro dai -440,8 milioni di euro di fine 2016. Il consiglio ha anche dato il compito agli organismi di governance di identificare entro breve termine una figura manageriale di adeguato standing a cui possa essere affidata la responsbilita’ di chief restructuring officer e ha avviato un’analisi volta alla possibile rimodulazione della manovra finanziaria che prenda in considerazione le soluzioni straordinarie disponibili, inclusi anche interventi di rafforzamento patrimoniale della societa’. Sono 30 gli istituti di credito esposti verso Trevi tra cui si evidenziano Intesa Sanpaolo , Unicredit , Banco Bpm , Bnl-Bnp e B.Mps . Tre anni fa Cassa Depositi e Prestiti fa ha investito 101 milioni per rilevare, attraverso Fsi Investimenti, il 16,85% del gruppo romagnolo attivo a livello mondiale nell’ingegneria del sottosuolo con piu’ di 30 sedi e una presenza in oltre 80 Paesi. Il titolo all’epoca viaggiava a 4 euro, mentre oggi a quota 0,5 euro.

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