TANTI PRETENDENTI PER ENTRARE IN CEDACRI


COLLECCHIO 31 LUGLIO 2017 Il Cedacri di Collecchio nel parmense, società di outsourcing di servizi finanziari, detenuta da una ventina di banche italiane secondo quanto confermato da diverse fonti al Sole 24Ore, tramite gli advisor Rotschild e Kpmg il gruppo avrebbe raccolto l’attenzione di una ventina di investitori interessati ad acquisire una partecipazione di minoranza della società.
Nella short list finale che sarà definita in settembre potrebbero entrare il Fondo Strategico Italiano, Pimco, Carlyle e Advent (con Engineering), ma anche operatori istituzionali del calibro del fondo del Qatar e forse anche Ibm, Accenture e Capgemini.  
In vendita c’è una quota di minoranza, compresa tra il 20 e il 40%, visto che da parte della proprietà non c’è alcuna volontà di perdere il controllo del gruppo, ritenuto strategico. Cedacri Spa, che oggi offre in outsourcing servizi per circa 150 tra istituzioni e assicurazioni italiane, nel 2016 ha registrato un fatturato in crescita del 7%, a 225 milioni, con un Ebitda di 30 milioni circa. Secondo le stime raccolte sul mercato, il 100% del gruppo viene valorizzato tra i 2-300 e i 5-600 milioni.  

I soci attuali sono: Banca Mediolanum (15,6%), Banca Popolare di Bari (8,2%), Cassa di Volterra (8%), Cr Asti (7,86%), Unipol Banca (7,5%), Banco Desio (7,12%), Bper (che ha acquisito la quota di Carife, 6,5%), CariBolzano (6,5%), Ubi (a cui è andata la quota di B. Etruria, 4,6%), Banca del Piemonte (4,2%) e Credem (3,9%).

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