STUDIO TPI SUL SETTORE GOMMA IN EMILIA ROMAGNA


BOLOGNA 22 GENNAIO 2018 Il settore del Tpl Gomma ha un elevato fabbisogno di investimenti ma allo stesso tempo soffre di una governance inefficiente, esigue risorse finanziarie e dell’assenza di politiche strutturali e pianificazione di lungo periodo sia a livello centrale che regionale. Per Marco Bonsanto, Associate Director di Crif Ratings “Le prossime sfide per impedire che il settore si sviluppi a doppia velocita’, sono legate all’incertezza sulla disponibilita’ dei fondi europei a causa degli effetti di Brexit da un lato, e al Patto di Stabilita’ regionalizzato per stimolare gli investimenti comunali nelle regioni con i conti in equilibrio dall’altra”. Queste circostanze si traducono in una nuova realta’ di contesto dove il finanziamento degli investimenti non dipendera’ dai trasferimenti regionali o centrali come in passato, ma auspicabilmente da forme di autofinanziamento o di finanziamento alternativo coerenti con la sostenibilita’ economico-finanziaria degli stessi. Lo studio di Crif si e’ focalizzato nel contesto regionale dell’Emilia Romagna proprio sul fronte degli investimenti ed ha evidenziato che le societa’ operanti esclusivamente su gomma sulla base dei flussi di cassa generati dalle attivita’ operative, delle disponibilita’ liquide e ipotizzando un livello di leva finanziaria di 2 volte, dimostra una capacita’ di investimento nei prossimi 2 anni 20 volte superiore rispetto a quanto investito in media nel 2014-2016. Queste risorse, per un totale di piu’ di 100 milioni di euro sarebbero il frutto della combinazione di autofinanziamento e indebitamento, assumendo il mantenimento di una struttura economico-finanziaria equilibrata. Il settore del Tpl Gomma e’ destinato a subire sempre piu’ gli effetti della concorrenza da parte del settore privato. Le societa’ a prevalente partecipazione pubblica che sono in grado di competere con players domestici e internazionali sono poche e concentrate nei grandi conglomerati urbani. Le condizioni di competitivita’ saranno piu’ forti nei territori dove i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione sono migliori e le coperture degli investimenti sostenibili sul piano economico-finanziario. Operatori e investitori si confrontano con un settore in cui la regolamentazione non e’ trasparente. Le gare bandite nel primo decennio degli anni duemila hanno confermato la mancanza di operazioni di forte impatto infrastrutturale, essendo state circoscritte ad ambiti/bacini provinciali e/o sub provinciali e garantendo all’operatore una gestione di breve periodo (in media 4-6 anni) in cui l’obiettivo della valorizzazione degli interventi e’ stato trascurato. Solo a partire dal 2013 con la gara regionale della Toscana, seguita da quella del Friuli Venezia Giulia nel 2014, la programmazione del servizio ha trovato fondamentali piu’ saldi, come i bandi di gara effettuati su bacini territoriali e ambiti regionali e la gestione del servizio su un orizzonte temporale di lungo termine, rispettivamente 11 e 15 anni. Tornando all’Emilia Romagna, il settore Tpl Gomma regionale si appresta a vivere una nuova fase di rinnovo. Sebbene la normativa regionale risalga gia’ al 1998 il tema della governance risulta essere ancora migliorabile. Nel 2012, la Giunta regionale ha deliberato una divisione della Regione in 5 ambiti/bacini (Trebbia, Taro, Secchia-Panaro, Reno e Romagna), governate da nove diverse Agenzie per la Mobilita’, le quali fungono da interfaccia tra gli enti locali e il gestore del servizio del TPL. Dal 2014, e a seguito della delibera Regionale del 2012, nelle Province di Forli’/Cesena, Ravenna e Rimini opera una sola Agenzia per Mobilita’. Secondo CRIF Ratings il consolidamento e’ la strada per raggiungere maggiori efficienze ed in tal senso si ritiene che ulteriori accorpamenti siano possibili per creare le condizioni per una governance trasparente, di area vasta e per il beneficio di tutti gli stakeholders coinvolti.

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