Sondaggio di fine anno Coop-Nomisma e le previsioni sui consumi del “Rapporto Coop”


BOLOGNA 10 GENNAIO 2017 Nelle intenzioni di spesa 2018 tutte le voci figurano al rialzo e sono soprattutto i segmenti dedicati al tempo libero, ai viaggi, al piacere personale a farla da padrone. Ritorna anche la vecchia passione degli italiani per la casa e dunque aumento di spesa per arredamento, ristrutturazioni, grandi elettrodomestici. E’ questa la fotografia scattata con il sondaggio di fine anno Coop-Nomisma e le previsioni sui consumi del “Rapporto Coop” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref Ricerche, il supporto d’analisi di Nielsen, e i contributi originali di Iri Information Resources, GFK, Demos, Nomisma e Pwc, Ufficio Studi Mediobanca , Crif e BeMyEyecon la collaborazione scientifica di Ref. Ora in versione completa dopo l’anteprima digitale dello scorso settembre. Gia’ il 2017, informa una nota, si era rivelato migliore rispetto alle attese sul versante consumi sfiorando l’1,5%, buoni dunque gli auspici anche per il 2018 grazie a un aumento del potere d’acquisto delle famiglie che dovrebbe raggiungere ritmi di crescita prossimi all’1%. Un bicchiere mezzo pieno che tocchera’ stando alle previsioni piu’ i comparti dell’audiovisivo, computer e accessori (+8,5% nel 2018), telefoni e equipaggiamento (+7,8%) e solo in parte l’alimentare (+2,1%). Stando poi alla distribuzione moderna l’andamento sara’ ancora positivo (+1%) ma dimezzato nei ritmi di marcia rispetto al 2017, anno contrassegnato da un eccezionale effetto climatico. Buona performance prevista per il largo consumo confezionato (+1,3%), del fresco ortofrutticolo (+ 1,6%), continua viceversa a registrare un andamento negativo il no food (-3,7%). A livello territoriale, la tendenza attesa e’ quella che di una parziale inversione di tendenza rispetto al 2017: archiviata una fase in cui il Sud ha sovraperformato in confronto alla media nazionale, si osserva un incremento del fatturato piu’ solido nel Nord Italia (+1,2% e +1,4% per le aree del Nord-Ovest e Nord Est). Intanto l’anno si e’ chiuso con un boom di vendite sotto l’albero e la settimana di Natale ha fatto registrare un +15,6% (iper + super dati Nielsen per Coop) rispetto alla stessa settimana di un anno fa. Piu’ carne che pesce, molta gastronomia e formaggi con un Centro Sud che guida ancora la classifica degli acquisti (Campania in testa con un +16,2% seguita da Molise, Umbria, Puglia). In controtendenza ma giustificato dall’effetto Natale anche il dato di un +9,7% segnato dai settori no food (giochi, elettronica etc). Se nel 2016 e nel 2017 – specifica la nota – la “speranza” era stata la parola chiave con cui gli italiani avevano etichettato l’anno in arrivo, il 2018 nasce invece sotto il segno del “benessere”, termine piu’ concreto su cui gli italiani sembrano concentrare le aspettative. La “ripresa”, annunciata gia’ un anno fa, intanto si consolida, tira aria di “novita’” e finanche “soddisfazione”. Gira al meglio, informa una nota, l’umore degli italiani per il 2018 almeno stando alla Tra le parole con cui gli italiani descrivono l’anno che e’ appena iniziato – prosegue il comunicato – scendono di molto i termini dalla connotazione negativa quali “timore” e “crisi” (altre due parole d’ordine del 2017 indicate rispettivamente da oltre il 10% e il 7,6% del campione, ora entrambe intorno al 4,5% e il confronto e’ ancora piu’ impietoso con i dati raccolti appena 2 anni fa a fine 2016 quando di luci in fondo al tunnel se ne vedevano davvero poche). Se ne avvantaggiano voci quali appunto “ripresa” (15,4%), “cambiamento” (15,1%), “benessere” (10,3%), “novita’” (7,9%). A crederci di piu’ gli over 50 rispetto a generazioni piu’ giovani ma evidentemente meno appagate. E il Mezzogiorno a fare da pioniere della “ripresa” (parola che qui arriva al 18%).

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