IL PROSCIUTTO DI PARMA DOP ANCHE A TAIWAN


LANGHIRANO 13 MARZO 2017 Finalmente il Consiglio dell’Agricoltura della Repubblica di Taiwan ha riconosciuto che l’Italia, con l’esclusione della Sardegna, è indenne dalla cosiddetta peste suina africana ed ha quindi dato il formale via libera alle importazioni dei prodotti derivati dalla macellazione del maiale. Tra questi, il Prosciutto di Parma e gli altri prodotti top dell’alta salumeria emiliano romagnola.

«Per uno dei prodotti d’eccellenza dell’agroalimentare italiano e del nostro territorio, si apre un mercato di oltre 24 milioni di consumatori, con un reddito pro-capite tra i più alti dell’Asia – spiega l’on Giuseppe Romanini che, insieme ai ministeri della Salute, degli Esteri e dello Sviluppo economico, dell’Istituto per il Commercio estero e al Consorzio del Prosciutto di Parma – in occasione dell’ultima sessione del Foro economico italo-taiwanese, avevamo con insistenza sollecitato l’attenzione del governo di Taiwan al divieto di importazione che gravava sulle nostre carni suine; sollecitazione che avevo personalmente rinnovato in occasione della missione svolta a Taiwan con una delegazione parlamentare nel gennaio scorso. Serviranno ancora alcune settimane per perfezionare, sul piano tecnico, le modalità attuative di questa liberalizzazione che, insieme all’accordo sull’esenzione della doppia tassazione in vigore dal 2016, conferma il quadro di continuo sviluppo dell’interscambio del nostro Paese con l’Asia».

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